Post di Pace...

venerdì 9 aprile 2010

Non fermiamoci qui...

E' appena passata una settimana dalle elezioni regionali, che hanno visto un aumento drastico di Regioni Governate dal centro - destra; infatti se prima erano solo 7, ora siamo passati a 13 e risulta essere un dato sconcertante. La cosa più sconcertante però è che nelle regioni del nord, abbia riscosso un grande successo la Lega Nord che in questi mesi ha condotto e difeso una politica discriminatoria e razziale contro gli immigrati. Stupisce infatti che in Piemonte, Mercedes Bresso non sia riuscita a riconfermarsi governatrice ed è stata superata anche se dico dal quel ciarlatano di Roberto Cota, ignorante leghista e burattino di Bossi. Le vittorie che fanno ancora più scalpore, sono le vittorie di Polverini del Pdl, nella regione Lazio, altra trucidona romana che non si capisce da dove sia spuntata fuori, e ancora le vittorie di Caldoro in Campania e sconcertante e la vittoria di Del Corvo (Pdl) sulla Pezzopane (Pd) alle elezioni relative alla presidenza della provincia di L'Aquila.
Ma come? Non può essere? Griderà qualcuno...
Invece, purtroppo è proprio così la destra, continua a vincere senza problemi, anzi con tanti problemi, ma a quanto pare in Italia, più cis ono problemi più si appoggia chi li crea. Non è bastato alla Campania le cazzate sulla spazzatura, che hanno suscitato molte scontri, saenza considerare che poi la merda c'era anche con Bassolino. Non è bastato ai cittadini aquilani essere presi in giro con il progetto case, dove vi rimarranno per anni, a far decadere almeno in parte lo stropotere di destra. a L'Aquila, il 6 aprile 2009, poco più di un anno fa un devastante terremoto che ha provoacato centinaia di vittime e subito tutti sono corsi in aiuto e poi menzogne, menzogne e menzogne si sono susseguite a scandali. Dopo un anno gli aquilani, hanno votato per il centrodestra, evidentemente sono contenti così.

Le elezioni in Puglia, hanno riconfermato la volontà di farsi governare da Nichi Vendola, che il Pd non voleva, tanto che ha fatto le primarie, ma non c'è stata storia. Nichi Vendola, con il suo partito Sinistra Ecologia e Libertà ha riscosso tanti successi meritati e forse oggi in questi Italia di politici corrotti, è l'unica valida alternativa al centrodestra. In Puglia è da notare anche l'impegno e l'esempio di Michele Rizzi che ha voluto presentarsi come valida alternativa a questo scempio italiano, speriamo che spinti su questa onda di ideologia coerente come quella di Michele Rizzi, si possa un giorno cambiare modo di pensare e rendersi conto che in Italia così non va.

venerdì 12 marzo 2010

L'Italia è una repubblica fondata sullo sciopero, la mancanza di serietà, il menefreghismo e l'ignoranza...

Oggi è 12 marzo 2010 e in Italia, ci stiamo avvicinando sempre di ad una situazione critica di non ritorno, una situazione dove piano piano i nostri politici stanno disgregando la nostra Costituzione, che abbiamo conquistato con il sangue di tanta e tante gente che si è battuta per demolire una monarchia che ha governato fino alla fine della Secondo Guerra Mondiale. La nostra Costituzione è il punto di arrivo della lunga storia italiana, che è iniziata con le guerre di indipendenza e si è conclusa con la guerra mondiale. Insomma, tutto il sacrificio fatto, le battaglie sociali e le lotte per i quali i nostri cari antenati si sono battuti, rischia di diventara carta straccia. Tutto questo perchè i politici attuali pensano solo ai loro sporchi interessi e dove c'è una destra forte e determinata a prendere il sopravvento per riuscire a creare il suo REGIME DITTATORIALE, silenziomente, c'è una sinistra INDIFFERENTE, che approva tutto questo perchè conviene anche a loro.
Ogni giorno un nuovo decreto "salvaculo" del presidente degli italiani (tranne mio ke nn lo riconosco come tale) Berlusconi, che non sa accettare le sporche verità raccontate su di lui, tralaltro documentate con intercettazioni, video, foto e documenti vari che lo testimoniano. Infatti codesta persona, nega l'evidenza di fronte a tutto ciò che si dice, e per non cadere giù dal precipicipizio di un franoso GOVERNO, cerca sempre nuovi escamotage per salvare come detto il suo culo.
Ultima novità, ma di gravità inaudita il decreto salva liste, approvata dalla sua ASSEMBLEA COSTITUENTE (dico cosi del nostro PARLAMENTO, xkè l'atteggiamento di Beluscoglioni, ricorda molto del testa di cazzo di MUSSOLINI), dopo che i suoi scagnozzi non si sono presentati alle concellerie per depositare le liste del PDL. Ha fatto ricorso ai vari organi di giustizia, che hanno rispettato la Costituzione, cosa che non di certo Berlusconi, ed ora ha il coraggio di dire che sono tutti comunisti e sono tutti contro di lui, perchè stanno avendedo un comportamento non costituzionale.
IO CARO BERLUSCOGLIONI. DIKO KE HAI ROTTO IL CAZZO, CON LA TUA POLTICA DI MERDA E TUTTI GLI STRONZI E LE TROIE KE PORTI CON TE. IL PARLAMENTO NON E' UN TEATRO DOVE PUOI FARE I TUOI GIOKI EROTICI DEL CAZZO. NON PUOI ROMPERE I COGLIONI CON TUOI PIANTI ED ACCUSARE TUTTI NOI KE SIAMO GENTE KE SA DFIFENDERE IL VALORE DELLA NOSTRA COSTITUZIONE. IL POLITICO NON LO SAI FARE E NON LO PUOI FARE PERCHE' SEI PLURIPLURIPLURIINDAGATO E TI SEMPRE SALVATO IL CULO, MERITI L'ERGASTOLO PER TUTTE LE CONDANNE KE HAI. IO CREDO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA KE GLI ITALIANI HANNO CONQUISTATO 60 ANNI FA, SCEGLIENDO DI FONDARE UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO E DOVE LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO.
ALLORA TI DICO KE SE SIAMO TUTTI CONTRO DI TE, ALLORA VUOL DIRE KE HAI RAGIONE, SIAMO TUTTI COMUNISTI; QUINDI SICCOME I COMPAGNI SONO TANTI, PER KI LI TOCCA SONO CAZZI DA KAGARE. ORA SONO CAZZI TUA ATTENTO AD OGNI PASSO FALSO KE FAI. VIVA IL COMUNISMO E LA LIBERTA'

martedì 9 marzo 2010

ITALIA POPOLO DI RAZZISTI E IGNORANTI...

E' vergognoso credere, che un Paese come l'Italia che in passato, nel corso della storia abbiamo avuto grandi, anzi direi leggendari artisti, che ci insegnavano la nostra cultura, vedi Leonardo Da Vinci, Caravaggio, Verdi e tanti altri...invece oggi molti italiani sono una massa di ignoranti, analfabeti e razzisti, che va dietro a dei politi ancor più anafalbeti ignoranti e razzisti. Non ci si rende conto ke più il tempo passa più diventiamo ignoranti e continuiamo a non capire un cazzo.
Quando si è ignoranti, si diventa razzisti, perché si pensa di sapere e si prevarica il pensiero altrui e non si accettano le altrew minoranze etniche.
Io mi vergogno di essere italiano, di fronte alle tante accuse ingiuste fatte contro poveri ragazzi che appartengono ad etnie diverse e li gli italiani ignoranti li chiamo negri, zingari o peggio ancora. Io credo che tutti questi poveri ragazzi sono nostri fratellie dobbiamo accettarli per come sono scoprendo con dignità la loro cultura per prendere spunto e trovare nuovi stimoli. Chi è ignorante non percepisce che gli zingari o i rom che dir si voglia, sono anche ITALIANI e dobbiamo accettarli per quello che sono, come ad esempio Andrea Pirlo, giocatore del Milan di Berluska, che tralaltro vuole mandarli via dall'Italia ignorando il fatto che non può farlo, e Moira Orfei, nota circense, che tutti conosciamo per i suoi film con i vari De Sica, Mangano e tanti altri attori/trici italiani/e.
L'ITALIA RESTERA' PER SEMPRE UN POPOLO DI IGNORANTI SE NON CAPIRA' LA DIFFERENZA TRA BENE E MALE, TRA ACCETTAZIONE E DISCRIMINAZIONE, TRA QUALUNQUISMI E REALISMO. BISOGNA CONTINUARE A CREDERE E A SOSTENERE L'INTEGRAZIONE, CHE NESSUNO HA MAI APPLICATO E DOBBIAMO FARLO ORA, PRIMA CHE L'IGNORANZA E, AGGIUNGO IO, LA DEFICENZA POSSANO PRENDERE IL SOPRAVVENTO. BASTA, E' FINITO IL TEMPO DI FARE IL POPOLO SUDDITO/SCHIAVO, PERCHE' L'ITALIA HA PERSO LA SUA VERA IDENTITA' CULTURALE. IL POPOLO ITALIANO E SUDDITO DI TUTTI I GOVERNI DEL CAZZO, DESTRA O SINISTRA CHE SIA, CHE HANNO DISTRUTTO LA NOSTRA CULTURA E CONTINUANO A FARLO SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA. STIAMO PER TOCCARE IL FONDO E TRA POCO NON AVREMO PIU' LE FORZE DI POTER REAGIRE E RICOMINCIARE A NUOTARE PER RITROVARE LA NOSTRA VERA IDENTITA'.

giovedì 18 febbraio 2010

RINVEDICARE IL PROPRIO IDEALE....FAR CAPIRE CHE TUTTO PUO' CAMBIARE SE LOTTIAMO CON LA NON VIOLENZA...(Parte I)

Dicono che la pace non serve a niente, che la pace non puo' essere raggiunta in nessun modo, che la pace si porta solo con un guerra. Beh io credo di no, la guerra nn puo' portare pace, perchè non esiste arma che porta pace, anzi ogni arma porta distruzione, discriminazione e povertà. Ogni giorno una guerra nel mondo distrugge milioni di persone ingiustamente. Ogni giorno restiamo indifferenti di fronte a tutto questo scempio che non deve restare tale, dobbiamo cercare cosi di portare la pace attraverso i nostri gesti quotidiani, con la forza dei nostri pensieri, perchè non è possibile pensare che la guerra è a soluzione per risolvere questioni.
Ogni girono l'odio razziale che spinge la gente a discriminare, mi fa venire il ripudio perchè tutti coloro che odiano sono egli stronziche non capiscono un cazzo.
Ogni giorno dobbiamo trovare in noi stessi la forza di andare avanti con forza e dedizione, speranza e convinzione, per cercare di ritrovare l'amore perso agli albori della nostra esistenza. Se davvero ci fosse un DIO sarebbe già sceso sulla terra e avrebbe portato il messaggio di pace che nessuno porta nella propria quotidianeità. Se davvero chi ha scritto la BIBBIA, che sembra una bella favoletta da raccontare ai bambini, non deve considerae GESU' il figlio di DIO, ma un uomo che con il suo esempio di vita semplice ha cercato di portare la pace nel suo popolo, ma non è stato capito e venne crocifisso.
Credo allora che GESU', così come GANDHI, ERNESTO "CHE" GUEVARA, EMILIANO ZAPATA e tutti gli altri uomini che hanno tentato la RIVOLUZIONE, sono esempio di PACE CONCRETA SENZA USO IMPROPRIO DI ARMI.

martedì 16 febbraio 2010

VERGOGNA ITALIA...

Ormai cosa certa è che l'Italia è un Paese di MERDA, un Paese dove non puoi fare un cazzo senza esser controllato, un Paese di merda dove vi è un REGIME silenzioso, che nessuno accetta. Se non sei uno SPORCO CORROTTO DI MERDA PLURINDAGATO, non conti un CAZZO. Tutti i politici di merda fanna intrallazzi tra cemento e troiette e noi restiamo in silenzio consentendo loro di fare questo skifo. Non si può andare avanti in questo maniera, appoggiando la "poltica" di PEZZI DI MERDA che fanno solo i loro interessi. POLITICI DI MERDA, come BERLUSCONI, ALFANO, TREMONTI e tutta la MERDOSA COMPAGNIA, non hanno rispetto per la nostra COSTITUZIONE che ogni giorno perde valore valore di fronte alle leggi del CAZZO emanate da questi FIGLI DI PUTTANA.
Sono degli SPORCHI RAZZISTI del Cazzo che nn accettano il prossimo e lo vogliono fare fuori con l'appoggio della CHIESA, tutta FEDE, SPERANZA e CARITA' e poi vedi papa NAZINGER (MALEDETTO XVI) con la cavezza d'oro al collo che parla ai suoi sudditi di pace e amore.
IO DICO DI FRONTE A TUTTO QUESTO SCEMPIO, VERGOGNA...IO MI DISSOCIO, E' FACILE PARLARE BENE RAZZOLARE MALE, NESSUNO SE NE FOTTE DELLE VOSTRE PAROLE DEL CAZZO, CARI POLITICI, CARDINALI E PAPI DEL CAZZO, SE POI NON FATE UN CAZZO PER CAMBIARE QUESTO MONDO. SE IL MONDO NON CAMBIA E' PER COLPA VOSTRA CHE NON CAPITE UN CAZZO DEI PROBLEMI DELLA GENTE. COSI' TUTTI VOI COMPRESI PIERLUIGI BERSANI E LA BONINO CON LOA FACCIA DA CAZZO, NON SPARATE CAZZATE, LIBERATEVI DELLE VOSTRE BARCHE E TUTTI I VOSTRI PODERI E FORSE QUALCOSA CAMBIERA'...VAFFANCULO A TUTTI POLITICI O PRELATI DEL CAZZO CHE SIETE, DIS DESTRA O DI SINISTRA LA MERDA SIETE SEMPRE E SOLO VOI.

mercoledì 3 febbraio 2010

Dove si va...

Citando il titolo della canzone "Dove si va" dei Nomadi, mi chiedo realmente Dove si va? Questa domanda la rivolgo anche a tutti gli italiani che non hanno il coraggio di parlare, il coraggio di denunciare questa situazione politica che in italia non va. E' incredibile pensare come pian piano l'Italia, la nostra bella Italia sta andando in distruzione e nessuno si ribella. Siamo una massa silenziosa che non ha il coraggio di parlare e di ribellarsi a questo nuovo ideale politico di destra che sta sgretolando la nostra Costituzione, svalorizzandola. I politici, di destra e di sinistra, che sono al governo, fanno i cazzi loro e se ne fottono del Paese che sta in crisi. E' facile per loro dire che l'Italia non in crisi, quando hanno il loro culo regale, poggiato sulle delle fottute sedie rosse in Parlamento, quando i loro stipendi del cazzo sono faraonici, quando davanti a questa maledetta televisone del cazzo, si scannano e poi il loro rapporti di amicizia escono fuori, quando non sono ripresi.
Dove è finito il modello educativo di una volta? Quel modello educativo fondato sulla libertà e sulla democrazia, oggi è morto. Le televisioni lo hanno distrutti, sono schiave del REGIME italiano, infatti le televisioni del cazzo mostrano programmi di merda come le stronzate della De Filippi o il Grande Fratello e cazzi vari, dai quali si sfornano troiette e tronisti, pensando di diventare attori di questa MINCHIA...è vergognoso pensare che puttanelle che danno il culo ai vari Lele Mora o cazzi vari...diventino famose...ma famose di che? Dove?
Per non parlare dei telegiornali che oggi sfornano solo disinformazione e che sono sostenuti solo dai colori politici...vedi i vari FEDE di TG4 che lecca il CULO di BERLUSCONI dalla notte dei tempi, vedi MINCHIOLINI (MINZOLINI) del TG1 che spara cazzate appoggiando e sostenendo le cazzate di BERLUSCONI, vedi il TG2 che fa altrettanto, vedi il TG5 ancora altre merdate, vedi STUDIO APERTO che lascia interdetti dalle notizie del cazzo che da. STUDIO APERTO è un tg demenziale che non bada al rispetto delle regole; si parla tanto di non mostrare film cruente o con scene di sesso ai bambini nella fascia protetta, dalle 6 alle 23, e poi mostrano i servizi con tette e culi delle troiette vari delle tv italiane, poi ho capito il significato del tg STUDIO APERTO, con i servizi indecenti che fanno, mostrano la migliore APERTURA di gambe delle troiette della tv...MA ALLORA DI CHE COSA VOGLIAMO PARLARE?
E' vergognoso, non si può andare avanti così, i politici italiani inoltre a colpi di finte battaglie, disriminano gay ed extracomunitari con LEGGI RAZZIALI senza che nessuno dica niente. Evidentemente sta bene a tutti cosi...politici e popolo italiano che ha scelto...io di certe POLITICI di MERDA, non li voterò mai, POLITICI del CAZZO, che cambiano bandiera a seconda di come tira il vento, vedi CAPADICAZZO (CAPEZZONE). Io continuerò a lottare affinchè i diritti della persona possano essere rispettati anche in questo Paese di merda che è l'Italia. IO NON DISCRIMINERO' MAI UN OMOSESSUALE O UN EXTRACOMUNITARIO, UNO ZINGARO O UN NERO, UN BARBONE O UN DISAGIATO, TUTTI SONO MIEI FRATELLI E LI ACCOLGO PER QUELLO CHE SONO E NON PER QUELLO CHE DEVONO DIVENTARE PER ESSERE ACCETTATI. IO ACCOLGO TUTTI PERCHE' SO COSA VUOL DIRE AMARE E SO COSA VUOL DIRE SOFFERENZA, IO CERCO DI FARE DEL BENE A CHI HA BISOGNO E LO FACCIO DONANDO TUTTO ME STESSO. IO MI BATTO PER LA PACE E LA NON VIOLENZA, PERCHE' POSSANO PORTARE L'AMORE E LA GIOIA NEL CUORE DI TUTTI, SENZA L'USO DI ARMI, PERCHE' E' IL DIALOGO L'UNICO MEZZO PER PORTARE PACE NEL MONDO.

martedì 19 gennaio 2010

Cerca dentro di te il coraggio di continuare a lottare

Ogni giorno una nuova guerra sopravviene sulla teste di povera gente innocente, una guerra visionaria che non ha motivo di esistere, una nuova guerra che miete vittime inconsapevolmente, ingiustamente. Di fronte a questo scempio, tutti noi resstiamo impèassibili e non ci rendiamo conto che per ogni guerra che viene combattuta un nuovo interesse poltico nasce e si sviluppo. Ci fanno che la guerra sia unicvo mezzo efficace per porte la pace, ma credo che non è così, perchè ogni guerra maledetta che viene combattuta, ha un solo scopo, quello di conquistare il potere e dominare indisturbati, avendo il pieno controllo delle risorse di un Pease, sfruttandolo come cazzo gli pare. Ovviamente l'economia del Paese in guerra non ci guadagna, perchè il Paese che dichiara guerra, dice che lo fa per sedare gli animi nel Paese, poi però di sotobanco, di sotterfugio fanno la guerra per avere il dominio sul petrolio.
Oggi non bastano più le azioni umanitarie fittizie, dove specula anche l'ONU, con le famose "peace keeping" che non sono altro che coperture per poi portare la guerra. Vadano a farsi fottere tutti quelli che in nome della pace imbracciano un fucile per portare odio, discriminazione, violenza e razzismo. Io nonj ci sto, ogni giorno con i miei pensieri, i miei sani ideali, mi batto per un mondo non violento che oggi non vediamo più. Per sostenere il mio ideale, che non si significa essere "comunista" o "liberale" o quanti altri ne volete, significa fare il proprio lavoro con umiltà, portando l'amore e lasciando sorrisi sinceri, bastano piccoli gesti quotidiani, basta vivere con serenità. E' facile etichettare un uomo umile nella sua vita, con l'eitchetta di "comunista" forse solo perchè non ha cattivi pensieri, ma non è così, si è vero sono di sinistra, e mai voterò a destra perchè non rispecchiano la mia mentalità, ma non vaglio neanche che mi venga messa un'etichetta, di fronte alla pace e ai sani mezzi non violenti per costruirla, nnon ci deve essere colore politico, ma un'unica forte bandiera.

lunedì 18 gennaio 2010

Cordoglio per Haiti

E' drammatico il bilancio di vittime causate dal terremoto di qualche giorno fa, attualmente sono oltre 100 mila, ma purtroppo è un bilancio destinato a crescere, in quanto molti sono ancora sotto le macerie. La situazione preoocupa davvero se si pensa che ad Haiti si soffre la fame e molti uomini, donne e bambini vivono in condizioni disagiate. Ora la macchina umanitaria si muove verso di loro tentando di dare un'aiuto, una donazione, un piccolo contributo, e poi?!?!?!?!?!? Cosa ne sarà?!?!?!?!?!? Molti bambini anche molto piccoli hanno perso i loro genitori e per loro si prospetta un futuro drammatico se non si interviene prontamente. Credo che non basta, agire con il cuore solo nel peggior momento di un Paese qwuando viene devastato da un terremoto, ma bisogna continaure su una giusta strada per far ritrovare a queste persone la gioia, il sorriso. Vorrei tanto partire per dare il mio contributo a questa gente, per dare veramente il mio amore, spero di poterlo fare al più presto, per non dimenticare le vittime del terremopto di Haiti. Ora spero solo che i politici di tutto il mondo si impegnino seriamente a questa emergenza che per una volta non deve avere coloro politico, ma un unico ideale che si inserisce nella difesa dei diritti umani...ma so con certezza che ciò non avverrà ora tutti sono spinti da non so chi e inviano militari a dare man forte e poi tutto finirà...Obama, Brown, Berlusconi, Putin e tutti gli altri torneranno a condurre il loro sporco gioco di potere per conquistare e dominare il mondo.

martedì 12 gennaio 2010

Niente di nuovo sul fronte afgano

La guerra continua nella sua escalation di violenza. I talebani non si lasciano intimorire dalla new strategy di Obama e il governo Karzai è sempre più debole.

In Afghanistan, il nuovo anno si apre come si è chiuso il vecchio. Nessuna buona nuova, nessuna bella speranza. La guerra azzera tutto, e tutto distrugge. Morti, tanti tra i civili, qualcuno tra i militari; feriti, innumerevoli; e rapiti. Gli ultimi della serie sono "due giornalisti francesi della Tv pubblica France 3, sequestrati mercoledì 30 dicembre assieme al loro autista da elementi anti-governativi", per usare le parole dello scarno comunicato con cui le autorità afgane hanno dato la notizia. Una collega dei due giornalisti che hanno trascorso alcune settimane fra le truppe francesi per fare un reportage, ha spiegato che il rapimento è avvenuto sulla strada fra i villaggi di Tagab e Nijrab, nell'instabile provincia di Kapisa, dove si trova la base del contingente francese. La piccola provincia, a nord-ovest di Kabul, è contesa fra le milizie dell'ex signore della guerra ricercato dagli Usa Gulbuddin Hekmatyar e i talebani, di cui Hekmatyar è stato occasionale alleato.

Gli ultimi a morire, invece, sono stati quattro marines Usa, saltati questa mattina (lunedì 4 gennaio) su una mina artigianale mentre viaggiavano sul loro mezzo blindato, e un soldato britannico, morto invece ieri nella provincia meridionale di Helmand. Cinque caduti che fanno salire a 1569 le perdite della Coalizione internazionale dall'inizio dell'invasione, nel novembre 2001. Di questi, 949 sono statunitensi e 246 britannici. Questi i primi giorni del 2010. E sempre tragicamente si era chiuso il 2009, che verrà ricordato come l'anno con il più alto numero di morti fra le truppe straniere dall'inizio della guerra. Il 30 dicembre, quattro soldati e una giornalista, tutti canadesi, sono morti quando il veicolo su cui viaggiavano è saltato in aria nella provincia sud-est di Kandahar. La donna, Michelle Lang, 34 anni, del Calgary Herald, era appena arrivata per il suo primo servizio dall'Afghanistan. I suoi connazionali le stavano mostrando, a bordo di un mezzo, i progetti di ricostruzione a cui sopraintendevano, quando il veicolo su cui viaggiavano è saltato in aria, mettendo a segno il peggiore incidente mortale degli ultimi due anni in cui vengano coinvolti dei canadesi. Ma non solo. Il 30 dicembre, otto agenti della Cia e un afgano sono rimasti uccisi in un attentato suicida orchestrato dai talebani nella base militare Chapman, nella provincia orientale di Khost, roccaforte talebana. Il bilancio dell'esplosione, nei pressi dei locali adibiti a palestra della base militare, è il più grave subito dagli 007 Usa da quando sono in Afghanistan. A farsi esplodere, un kamikaze che indossava una divisa dell'esercito afgano. Ancora da chiarire, dunque, se si trattasse di un militare in servizio passato dalla parte dei talebani, anche se le tv americane lo hanno ribadito, dicendo che si è trattato proprio di un invitato dai talebani nella installazione militare fortificata come un possibile informatore. E che, nonostante le feree regole, non era stato perquisito, ma solo scortato fino alla palestra, dove ha azionato il corpetto esplosivo che indossava.

Ma il bilancio non si esaurisce qui, perché il medesimo giorno è avvenuto l'episodio più grave, che ha coinvolto esclusivamente dei civili. Un bombardamento Nato ha sterminato un gruppo di contadini che stava lavorando nei campi di Babaji, nei pressi di Lashkar-gah, in uno dei tanti villaggi della maledetta provincia di Helmand. Otto i morti ufficiali, ossia quelli ammessi dagli Alleati, restii da sempre ad ammettere le "scomode" stragi di civili, che altro non sono se non gli "effetti collaterali" di una "guerra giusta". Ma i numeri lasciano il tempo che trovano, l'unica certezza è che non erano talebani, non erano insorti, non erano signori della guerra. Erano semplici lavoratori rurali intenti a irrigare la terra.

E se a questo triste bollettino di guerra, si aggiungono misteriosi episodi che vedono sofisticatissimi droni made in Usa, inviati per spiare e catturare importanti informazioni sul nemico, precipitare in zone delicatissime, il quadro è presto fatto. La guerra in Afghanistan sta vivendo una veloce escalation, la più grave dal 2001, dove i talebani stanno mettendo a segno una serie di successi che fanno traballare le forze alleate, nonostante la nuova strategia Obama. Nel nono anno di una guerra iniziata con duemila uomini Usa, la Casa Bianca ha deciso di coinvolgere altri 30mila soldati che dovranno unirsi ai 7 mila uomini Nato. Ma l'intento di Washington pare andare oltre, dato che il dispiegamento dei soldati Usa potrebbe persino arrivare a centomila uomini nel tentativo di riprendere il controllo del paese.

Un fine che sembra sempre più complicato, anche per i loschi intrecci e giochi di potere interni all'amministrazione afgana. Il presidente Hamid Karzai ha infatti appena dovuto sostituire con un decreto il sindaco di Kabul, Mir Abdul Ahad Sahibi, condannato in primo grado a quattro anni di carcere per malversazione di fondi. Al suo posto è stato insediato Mohammed Yunus Noandesc, ex vice ministro dell'Acqua e dell'Energia. Ma Karzai ha ormai sempre meno forza. Il Parlamento ha appena bocciato la lista dei ministri presentata dal presidente, sentenziando per il capo di stato afgano una sono una sconfitta politica. "Ciò prolunga una situazione nella quale non c'è un governo in grado di funzionare, una situazione che va avanti dalla scorsa estate. E ciò è particolarmente preoccupante in un Paese in guerra - ha commentato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, Kai Eide - dove ci sono moltissime sfide da affrontare e urgenti riforme da effettuare. In un momento in cui l'Afghanistan ha bisogno di un governo forte, ritengo che la maggior parte dei ministri bocciati non siano stati ritenuti in grado di rappresentare lo Stato con la necessaria decisione". La situazione politica in Afghanistan è diventata sempre più precaria dal 20 agosto scorso, quando si votò per le elezioni presidenziali, vinte dal capo di stato uscente Hamid Karzai in un contesto di brogli conclamati. Tant'è che la sua vittoria fu ufficialmente proclamata solo all'inizio di novembre.

Un terreno, questo, sul quale i talebani non fanno che prosperare. "Più soldati Usa verranno, più ne moriranno", ha dichiarato un talebano non meglio identificato all'autorevole Bbc. Niente di nuovo, dunque, sul fronte afgano. La guerra continua e la fine non fa nemmeno capolino.

Stella Spinelli

(da Peacereporter.it)

mercoledì 16 dicembre 2009

Ma si può portare pace nel mondo, sostenendo la non violenza?

Mi sono sempre questa domanda, e spesse volte ho pensato che una risposta non ci fosse, invece poi, quando ocn convinzione mi batto per un mondo migliore, mi dico che tutti insieme possiamo costriure un mondo di pace, sorretto dalla non violenza.
Qualche tempo fame il Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama, tante volte da me ossannato, ha espresso il suo concetto sulla non violenza, sostenendo che con la non violenza non si va avanti, e non si va a costruire un mondo di pace. Infatti qualche giorno dopo, sostiene l'aumento dei marines nelle missioni di "pace" in Afghanistan e Iraq.
Penso proprio che Obama, abbia una concezione del tutto sbagliata e non si rende conto della gravità delle sue parole. Prima si fa amare con le sue parole, i suoi discorsi, i suoi atteggiamenti, forse spinto dal colore della sua pelle, che ha segnato un "cambiamento" profondo per gli USA; ed ora che fa si ritira?
Io non condivido queste sue scelte politiche influenzate da una situazione politica drammatica, che tendenzialmente sta fondando le sue radici nell'ideale politico di destra, che in alcuni casi degenera in atti di vandalismo, azioni razziali e xenofobe, e storie drammatiche varie.
Dove è finita la democrazia?
La democrazia è una storia che va scritta insieme, lottando e difendendo un puro ideale, che si fondi sulla pace e sulla non violoenza,noi ci dobbiamo ribellare, ribellare, credere in qualcosa di concreto per quale lottare.
Basta con le storie di politici che una volta saliti sulla giostra, si fanno prendere dalla smania di governare e badare solo ai loro interessi, dimostriamo che c'è un popolo che si sa opporre democraticamente, un popolo che ha perso la sovranità popolare, che oggi con viva e ferma decisione dobbiamo riconquistare, dobbiamo ridare al mondo quel che il mondo non ha più.
Troppi anni, Troppi secoli, sono passati e nessuno ancora ha preso spunto dagli errori del passato cercando di non farli, e invece ci troviamo in questa situazione ogni giorno sempre di più.
io mi oppongo e sostengo con decisione la non violenza, unico mezzo per portare la pace nel mondo.

martedì 15 dicembre 2009

L'Honduras, esempio di democrazia per l'Italia

Non è costume occuparci delle vicende politiche italiane. Anche perché il panorama politico nostrano è tra i meno interessanti che ci siano al mondo: da trent'anni i nostri politici sono un'unica pastella, un blob indefinito il cui unico interesse è quello di preservare il posto occupato

Ma quando nel mondo c'è un colpo di Stato, non possiamo fare a meno di parlarne. E oggi in Italia c'è un colpo di Stato. Non è dato, in democrazia, che un Presidente del Consiglio dei ministri (non un premier, ché in Italia non esiste questa figura e i colleghi giornalisti dovrebbero pensare ai danni che fanno prima di fare andare la penna), che dovrebbe rispondere ad un Parlamento che è l'organo cui il popolo delega la gestione del potere, possa affermare che lui è eletto dal popolo, è duro, ha le palle, e che chi lo contesta è un pericoloso sovversivo.

Non è dato che possa affermare impunemente che sovversivo è l'organo supremo di controllo, la Corte Costituzionale.
In ogni altro posto del mondo, un primo Ministro che sostiene quel che ha sostenuto Berlusconi subirebbe una richiesta di impeachment, che tradotto è "messa in stato di accusa".

Se questo non è accaduto, è perché non c'è un potere di controllo sufficientemente forte. E quindi è saltato l'equilibrio sul quale si era fondata la democrazia fino a ieri. E dunque c'è stato un sovvertimento "violento" delle istituzioni per citare il Presidente Napolitano.

L'ultimo dei quali in ordine di tempo, nel mondo, è avvenuto in Honduras. Ma in quel Paese almeno qualcuno le barricate le ha fatte.


Da Peacereporter.it

lunedì 14 dicembre 2009

Ignobel per la pace

Da Peacereporter.it

Mentre Obama ritira il Nobel per la pace, il suoi soldati in Afghanistan continuano a uccidere civili innocenti

Amrul è un piccolo villaggio sulle montagne innevate di Laghman, un centinaio di chilometri nordest di Kabul, abitato da poche centinaia di pastori e contadini. Come ormai quasi tutti i villaggi dell'Afghanistan, Amrul è sotto il controllo dei talebani. "Perché gli danno una medaglia per la pace?". Lunedì notte, attorno alle due, decine di soldati delle forze speciali statunitensi accerchiano le case di argilla dell'abitato dove, secondo le informazioni raccolte, si nasconde un 'bombarolo' talebano ritenuto il responsabile di numerosi agguati dinamitardi contro i convogli delle truppe Usa. I talebani, appostati sui tetti delle abitazioni, aprono il fuoco e in un istante si scatena l'inferno. I soldati americani sparano contro tutto quello che si muove, sparando fanno irruzione in alcune abitazioni, uccidendo sette guerriglieri ma anche sei civili, tra cui una donna. Il mattino successivo, partiti i militari Usa, gli uomini di Amrul raccolgono i loro morti e li portano a Mehtarlam, il capoluogo della provincia, per protestare davanti al palazzo del governatore. Dal corteo funebre di protesta si alzano urla contro l'America, contro Obama: "Perché danno a Obama una medaglia per la pace? Dice di volerci portare sicurezza, ma ci porta solo morte! Morte a lui!", urla un parente delle vittime alle telecamere di Al Jazeera. "Morte a Obama! Morte all'America!", gli fa eco la folla attorno a lui alzando i pugni al cielo. La rabbiosa processione degli abitanti di Amrul avanza tra i campi Mehtarlam, ma alle porte della città trova la strada sbarrata dai soldati dell'esercito afgano, il loro esercito. I militari aprono il fuoco contro il corteto, uccidendo tre persone."Ci ha bombardato, ci ha tolto tutto! Non si merita quel premio". La notizia che "il nuovo presidente dell'America" ha ricevuto un importante "premio per la pace" lascia sgomenti la maggior parte degli afgani. Soprattutto quei tanti che hanno vissuto sulla loro pelle il 'nuovo corso' di Obama. Come i parenti delle vittime della strage di Bala Baluk: il villaggio in provincia di Farah che lo scorso maggio è stato raso al suolo dai cacciabombardieri americani. I morti civili, inizialmente negati dai generali Usa, furono 147. I sopravvissuti di quel massacro vivono ancora tra le macerie delle loro case. Una giovane donna se ne sta seduta sulla soglia di un’abitazione semidistrutta, con suo figlio sulle ginocchia. Indossa un velo nero e un abito nero luccicante di perline, ancora in lutto per la morte di un familiare. "Obama non si merita questo premio! Ci ha bombardati e ci ha lasciati senza niente, nemmeno una casa".
La rabbia del cobra. Nawzad è una piccola cittadina che sorge ai piedi delle montagne rocciose dell'Helmand settentrionale, saldamente controllata dai talebani. Da tre anni, prima i gurka nepalesi dell'esercito di Sua Maestà britannica, poi i marines americani, hanno provato a riconquistarla a più riprese, senza mai riuscirci: la città, semidistrutta dai bombardamenti alleati, è ancora saldamente in mano ai talebani. Ora i generali statunitensi hanno deciso di chiudere questo conto in sospeso.Venerdì scorso è scattata la più grande offensiva militare mai sferrata dagli alleati in questa zona: l'operazione 'Rabbia del Cobra'. Mille marines sono piombati sulla Valle di Nawzad con centinaia di carri armati ed elicotteri, ingaggiando l'ennesima battaglia con i talebani. Secondo le prime notizie diffuse dalla Mezzaluna Rossa afgana, ci sono già nove morti accertati tra la popolazione civile, fuggita in massa dalla zona dei combattimenti: circa quindicimila persone hanno abbandonato Nawzad e i villaggi vicini cercando rifugio più a sud, a Grishk e nel capoluogo provinciale, Lashkargah. Un numero di sfollati sufficiente a creare un allarme umanitario, visto che tutte le agenzie internazionali dell'Onu hanno abbandonato da tempo la provincia di Helmand. Un problema che per le forze alleate, semplicemente, non esiste: "In quell'area non c'erano più civili, quindi non c'è nessuno sfollato", ha tagliato corto William Pelletier, un portavoce militare Usa.
McCrystal, generale d'acciaio. Nei giorni scorsi, migliaia di cittadini statunitensi erano scesi in strada a San Francisco, Seattle, Chicago, Boston, Detroit e Minneapolis per protestare contro la decisione del presidente Obama di inviare altri 30mila soldati a combattere in Afghanistan. Piccole manifestazioni pacifiste, dietro le quali però c'è ormai una maggioranza, silenziosa, di americani che non sostengono più questa guerra. Una maggioranza che, all'annuncio dell'escalation, si era consolata con la promessa presidenziale di un ritiro delle truppe Usa da avviare nel giro di un anno e mezzo, a partire dal luglio 2011. Ma anche questa prospettiva consolatoria pare già tramontata: il generale David McCrystal, comandante delle truppe alleate in Afghanistan, ha subito corretto il tiro della propaganda della Casa Bianca: "Luglio 2011 per me non rappresenta un limite fissato, ma la data alla quale valuteremo come procedere. Come potremo ritirarci se la missione non sarà compiuta!", ha dichiarato il generale, chiarendo che, anzi: "Se la violenza dovesse aumentare, rendendo necessarie rinforzi addizionali, li richiederò. Non permetterò che considerazioni politiche influenzino la valutazione sul progresso della missione". Per la serie: siamo in guerra, e in guerra decidono i militari, non i politici. Guerra e democrazia, si sa, non vanno molto d'accordo. Né in Afghanistan, né in America.

giovedì 10 dicembre 2009

tutte le guerre nel mondo...molte delle quali dimenti

Eccovi qui di seguito i dati forniti dai giornalisti di Peacereporter sui dati ONU, che riguardano il devstante numero di tutte le vittime di guerra, tutte le vite falcidiate in tutte le guerre che attualmente si combattono, molte delle quali dimenticate:

Conflitti nel mondo




Nel mondo sono in corso 25 conflitti. Il quadro della situazione all'inizio del 2009

Clicca sulla mappa per ingrandirla

MEDIO ORIENTE
1. Iraq 135.000 morti dal 2003
2. Israele-Palestina 7.000 morti dal 2000
3. Turchia (Kurdistan) 41.200 morti dal 1984

ASIA
4. Afghanistan 38.500 morti dal 2001
5. Pakistan (Pashtunistan) 12.000 dal 2004
6. Pakistan (Balucistan) 1.300 morti dal 2004
7. India (Kashmir) 65.500 morti dal 1989
8. India (Assam) 51.800 morti dal 1979
9. India (Naxaliti) 7.200 morti dal 1980
10. Sri Lanka 83.000 morti dal 1983
11. Birmania (Karen) 30.000 morti dal 1948
12. Thailandia (Pattani) 3.500 morti dal 2004
13. Filippine (Npa) 40.500 morti dal 1969
14. Filippine (Mindanao) 71.000 morti dal 1984

AFRICA

15. Somalia 7.400 morti dal 2006
16. Etiopia (Ogaden) 4.000 morti dal 1994
17. R.D.Congo (Kivu) 6.000 morti dal 2004
18. Uganda 100.000 morti dal 1987
19. Sudan (Darfur) 301.200 morti dal 2003
20. Rep.Centrafricana 2.000 morti dal 2003
21. Ciad 2.000 morti dal 2005
22. Nigeria (Delta) 14.800 morti dal 1994
23. Algeria 150.500 morti dal 1992

EUROPA

24. Russia (Cecenia) 50 mila morti dal 1999

AMERICA LATINA

25. Colombia 300.250 morti dal 1964

Una continua guerra...e la pace resta utopia...

Spesso tutti noi, pensiamo che le stupide guerre tra popoli siano l'unica soluzione per dare fine ad una rivoluzione, per riportare la democrazia, per risolvere una situazione di crisi. Molti però non si rendono conto che ogni guerra invece distrugge, porta rancore e lentamente e mestamente, miete vittime innocenti, che non hanno mezzi per difendersi, non hanno icbo per mangiare, non hanno una dignità.
Cosa, pouò fare della guerra un mezzo democratico per risolvere i problemi? Beh personalmente credo che ogni guerra, che viene combattuta, ogni guerra dmenticata, sia una inutile guerra. Da quando l'uomo è comparso sulla terra, ogni guerra non mai portato democrazia, ma bensi odio rancore e non hai risolto i problemi di un Paese, anzi la situazione e spesso degenerata ed andata sempre peggio. La storia che noi apprendiamo sui nostri libri di scuola, dovrebbe insegnare che dagli errori del passato si possano recuperare gli errori commessi senza più commerterli di nuovo, ma invece la storia, non la comprendiamo mai a fondo e restiamo nel silenzio, nell'ignoranza, dimenticando il passato e vivendo il presente, senza che nessuno abbia il coraggio di opporsi a questo sporco sistema che abbiamo creato con le nostre guerre orrende, piano piano, lentamente, con il futuro che sempre di più si avvicina, siamo arrivando ad un punto di non ritorno, continuando a combattere guerre inutili, mentre la pace resta solo utopia .

domenica 29 novembre 2009

Nigeria, il diritto d'essere curati

Il governo ha abrogato una legge che imponeva ai medici l'intervento della polizia prima di curare feriti da arma da fuoco

Il governo della Nigeria ha revocato una legge che proibiva ai medici di curare ferite da armi da fuoco prima che la polizia avesse redatto il proprio verbale.

La morte del vice caporedattore del quotidiano nigeriano Guardian, Bayo Ohu, ha destato grande scalpore in Nigeria e non solo per il fatto che non sono ancora chiare le ragioni della sua uccisione. Domenica 20 settembre Ohu era a casa con la famiglia, alla periferia di Lagos, quando un commando militare ha bussato alla sua porta per crivellarlo di colpi nel momento in cui è andato ad aprire. Il commando, che ha portato via solo un telefonino e il computer per simulare un furto, gli ha scaricato addosso almeno una decina di caricatori. Eppure, almeno tecnicamente, non sono stati gli assalitori ad ammazzarlo, dal momento che il giornalista è arrivato in ospedale ancora vivo. Sono stati i medici che ha trovato al pronto soccorso ad ucciderlo definitivamente, rifiutandosi di curarlo fino a quando non fosse intervenuta la polizia, nonostante perdesse moltissimo sangue.

Come Bayo Ohu, sono moltissime le persone che ogni anno in Nigeria, uno dei paesi più violenti al mondo, non ricevono in tempo le cure per ferite da armi da sparo e proprio l'aumento dei decessi e l'episodio di Ohu hanno spinto le autorità a metter in discussione una legge che era in vigore dagli anni '80. L'iniziativa è stata presa da un gruppo di politici, capeggiati dal senatore Osita Izunaso, che rivolgendosi al Senato ha definito "insensibile e inumana" una legge che permette ai "medici di rifiutarsi di curare un ferito sulla base di un rapporto di polizia". Oggi l'abrogazione del provvedimento.

"Come medici professionisti noi dovremmo curare come prima cosa, non dovremmo metter i soldi davanti alla vita dei pazienti. Non chiedete soldi o il rapporto della polizia. Date le cure di cui hanno bisogno" ha sentenziato il ministro della Salute Babatunde Osotimehin durante la conferenza stampa. Il vice ispettore generale della polizia, Uba Ringim, ha confermato che circolari con le nuove disposizioni sono state inviate a tutti i dipartimenti di polizia e a tutti gli ospedali ripentedo che la priorità dovrà essere quella di salvare vite umane. "Ciò che è importante è proteggere le persone, curarle, dare a loro tutte le attenzioni di cui hanno bisogno e solo dopo contattare la polizia per dare tutte le informazioni". D'ora in avanti rifiutarsi di curare un paziente o riterdarne il soccorso verrà considerato un crimine, punibile anche con la detenzione in carcere.

lunedì 23 novembre 2009

Voglio tornare a vivere di pace...sento nel cuore la voglia di libertà...

Ho ancora sconforto nel mio cuore, quando alla televisione continuo a sentire tragiche notizie dall'Afghanistan e dall'Iraq, dove i "para (culi) militari" in "missione di pace", continuano a fare vittime innocenti tra le popolazioni di questi due paesi, che da anni si vedono sotto assedio delle continue bombe e proiettili delle mitragliette americane, italiane, inglesi e di tutti quei paesi maledetti che sono in "missione di pace". Io resto incredulo che ancora oggi, nel 2009, si sostiene il valore di creare una democrazia con le armi, mietendo vittime ingiustamente. Non solo queste due "missioni di pace" sono palesemente delle guerre, ma i nostri politici di destra o sinistra che siano, fanno finta di non sapere. Davvero incredibile da credere che tutti appoggino tale scempio mediatico. Si proprio cosi, perchè queste due guerre sono le uniche due che vengono commentate nel paese italiano del quale non mi sento più parte da tempo. Vengono trattate però in modo scorretto xkè quando fanno i loro servizi inutili dicono più o meno così: "...Attacco a dei poveri para militari di nazionalità...che sono qui in missione di pace...". Io allora quando sento queste notizie dico: "MA VAFFANCULO..." Gli sporchi militari che sono li in guerra prendono stipendi alti e di certo non portano fiori ai poveri cristi che ogni giorno uccidono.
Perchè le televisioni di stato, che ormai fanno sotto il regime di un solo politico italiano, non parlano mai di quante vittime hanno fatto i militari di merda in "missione di pace"?
BASTA VI PREGO POLITICI CARI, PROVATE A CAMBIARLO IL MONDO, NON A CONQUISTARLO...UNITI E SOTTO UN'UNICA BANDIERA, GODIAMOCI QUESTA FANTASTICA VITA...

lunedì 16 novembre 2009

Io non andrò al "No Berlsconi day"

Sn giorni che gira la notizia di un No Berlusconi day, che si dovrebbe tenere a dicembre, ma non so bene quando in quanto la questione non ha suscitato il mio interesse. Secondo me è inutile manifestare o comunque realizzare una giornata di protesta solo contro il presidente del consiglio, xkè ritengo ke non sia politicamente corretto. Purtroppo tutti noi italiani, fossilizziamo troppo la questione su Silvio Berlusconi, ritenendolo è il solo colpevole della scorretta politca italiana. La realtà però è un'altra, berlusconi è il primo ke contestiamo in quanto capo del consiglio dei ministri, perciò ci attacchiamo a tutto ciò ke fa o ke commette. Il problema è ke purtroppo si è contornato di gente poco alfabetizzata ke pensa di fare solo i suoi porci comodi senza guardare alle sorti del paese ke sta vivendo un forte periodo di crisi. Oggi però non c'è neanche un'opposizione che possa contrastare il Berluscon pensiero, anzi ne fa pienamente parte. E' inutile che i signori Bersani e Franceschini si fanno paladini della giustizia e della libertà. La politica italiana è tutta una merda a destra e sinistra, perchè si fanno i loro porci comodi, comprando villone di merda e yot del cazzo. POLITICI ITALIANI, SE COSI' VI POSSIAMO CHIAMARE MA NON NE SAREI CONVINTO, DOVETE CAMBIARE SISTEMA SE VOLETE UN MONDO MIGLIORE. DATO CHE VOI IL MONDO MIGLIORE NON LO VOLETE, PERCHE' PENSATE SOLO AI CAZZI VOSTRI, E' ORA CHE VI LEVATE DALLE PALLE, MOLTI DI VOI HANNO RAGGIUNTO L'ETA' DI PENSIONAMENTO....ANDATE VIA SENZA DISCUTERE

venerdì 6 novembre 2009

E se nel mondo ci fosse bisogno di te?

Sembra strano pensare, che ancora oggi si possa restare impassibili, di fronte ad una guerra che distrugge le vite umane e che porta discriminazione e odio. E pure molta gente resta in silenzio, non ha il coraggio di parlare o esprimere il suo ideale sulla guerra e così continuiamo a vedere tante guerre che ledono i diritti. Non importa per quale causa sono conbattute, non importa chi dichiara guerra, non importa in che modo si combatte una guerra...tutte le guerre restano pur sempre guerre e non si può accettare la violenza e le barbarie che ogni portano. Bisogna vivere di nuovi ideali, fondati sul dialogo e la collaborazione, senza ledere il pensiero altrui, ma trovare un accordo un punto d'incontro per ritrovare una giusta via da poter scegliere insieme. Dobbiamo credere in un ideale, che non ha colore né simbolo politico, ma che sappia accomunare tutti sotto una stessa bandiera, la bandiera della pace. Cerchiamo la pace nascosta nei nostri cuori e diffondiamola con coraggio nel mondo che è stanco di tutte queste brutali guerre.

mercoledì 4 novembre 2009

Tutto tace...e nessuno sa che nel mondo ci sono tante guerre dimenticate

Dicono che la guerra serve per portare la pace, e che senza guerra non ci puo essere pace. Ma non è così, xkè le guerre portano solo odio e violenza, distruzione e discriminazione. Non esiste guerra giusta che si possa combattere. Oggi nel mondo si contano più di 137 guerre dimenticate che, secondo i nostri squallidi politici, non hanno il diritto di essere citate e intanto senza che nessuno lo sa, muoiono migliaia di persone al giorno. Ma tutto tace, perchè non dobbiamo sapere fatti di cronaca cosi drammatici che non fanno audience nelle nostre reti televisive super controllate. L'informazione non può dare certe notizie perchè risulti essere scomodo al sistema, quindi e bene denunciare queste guerre, tirarle fuori e farle vedere alla gente, queste guerre hanno bisogno di essere citate, perchè forse un giorno qualcuno possa farle cessare per sempre. La pace non si porta con delle stupide guerre, ma con la non violenza e l'amore, segno concreto del nostro messaggio di pace. IO MI DISSOCIO DA OGNI GUERRA E SOSTENGO FORTEMENTE LA PACE, DIFENDENDO IL MESSAGGIO DELLA NON VIOLENZA.

martedì 3 novembre 2009

Libero di poter pensare liberamente

Che cos'è la libertà? Dove finisce la mia libertà?
Sono queste le domande che tutti noi ogni giorno ci poniamo ma non sappiamo trovare una risposta. La libertà non è soltanto un diritto stampato sulle Costituzioni di tutto il mondo, o una parola scritta, così per caso sui nostri libri. La libertà è un elemento sul fondare la nostra vita, purchè non leda la dignità dell'altro, discriminando e portando odio. Io devo sentirmi libero, non perchè sento la necessità di criticare l'altro per qualche atto sbagliato che commette, ma la libertà è libertà quando liberamente e senza pregiudizio politico o culturale o religioso, posso dirgli all'altro che sta sbagliando strada o modo di fare e con il dialogo pacifico posso aiutarlo a ritrovare la giusta strada verso la democrazia, verso la sua libertà. La libertà non ha colore politico, la libertà non è deve essere considerato un diritto sul quale si batte solo ed esclusivamente la sinistra o come dicono i pensatori e i fautori della destra, "i comunisti".
No dico no, sei io sono di sinistra o sono di destra non ha importanza, l'unica cosa che conta è la libertà di poter pensare liberamente senza che nessuno possa criticarti. La libertà si fonda sul libero pensiero che si concretizza pacificamente nel mio vivere quotidiano. Credo che tutti noi possiamo essere in grado di sostenere ed affermare e difendere la libertà, ma per renderla viva e concreta dobbiamo costruirla insieme e farla diventare realtà attraverso i gesti pacifici e che trasmettono solo amore. La libertà dovrebbe fondarsi sulla non violenza, non c'è libertà se nel mondo c'è violenza, non c'è logica di violenza che possa portare la libertà.
costruiamo la libertà e potremo tornare a vivere in un mondo con tanta dignità e senza più leggi razziali, discriminazioni e razzismi, senza più violenza, ma solo amore, pace e libertà

mercoledì 7 ottobre 2009

IL LODO ALFANO E' ANTICOSTITUZIONALE...MA IL SILVIO NAZIONALE NON MOLLA E CONTINUA A FARE LE SUE SOLITE FIGURE DI MERDA...

E' una vergogna. Oggi e' un giorno importante perche' la Corte Costituzionale ha decretato il lodo Alfano, che prevede l'intoccabilità delle più alte cariche di Stato, anticostituzionale. Dopo tale decisione, il presidente del consiglio silvio berluscoglioni, intervistato dai giornalisti, dice: "La Corte Costituzionale è rossa, è di sinistra; il 72% dei giornali e telegiornali è di sinistra. Siete tutti contro di me, non capisco perchè dovrei dimettermi. L'esito della sentenza era prevedibile e me lo aspettavo..." Poi sempre più preso dal panico e con il volto pieno di paura continua: "...Si sa da che parte sta il Presidente della Repubblica, è a favore della Costituzione...Io me ne frego di quello che dice il Presidente della Repubblica, continuo ad andare avanti...Tutti i processi contro di me sono una farsa..."
Questo è solo parte dell'intervista sconcertante rilasciata da Berluscoglioni, per evitare di fare troppe polemiche, non crediamo alle nostre orecchie. Stiamom finendo nel baratro e continuando così non ci sarà più ritorno. Dobbiamo fermare qualcosa, non si può andare avanti così. VERGOGNATI SILVIO...E' ORA CHE TI DIMETTI ALLA TUA ETA' DOVRESTI ANDARE IN PENSIONE, CHE HAI PERSO COLPI E NON TI RICORDI PIU' QUELLO CHE FAI. VAI IN PENSIONE CHE STARE A RIPOSO TI FA BENE.

lunedì 5 ottobre 2009

CONTINUARE CON CONVINZIONE

Una "silenziosa" manifestazione in difesa dell'articolo 21, del quale, l'attuale governo di destra, con la sua politica becera, vuole demolire, è passata sotto tono, senza che nessuno ci degnasse di un piccolo accenno durante i nostri sporchi telegiornali, che non sanno più che pesci prendere. Io invito caldamente, tutti a non dare spago a questa indecenza, anzi invito tutti i giornalisti seri, e devo dire che io ne conosco tanti, continuino a fare il loro lavoro con serietà, fregandosene altamente delle sporche ragioni dei politici, che hanno mania di protagonismo e fanno a gara a chi compare di + in televisione. non si può accettare la libertà di stampa è appunto libera e deve restare tale. Io mi dissocio dal giornalismo di partito, voglio un giornalismo popolare, che racconti la verità e che non dia notizie pilotate dalla nostra sporca politica italiana.

domenica 4 ottobre 2009

VERGOGNA...

Ieri, 3 ottobre 2009 a Roma c'è stata la manifestazione a favore della libertà di stampa, ma oggi nessun telegiornale ne ha parlato. Vergogna, la tv spazzatura italiana non si è degnata di dare spazio a questa importante manifestazione alla quale hanno partecipato 300 mila "farabutti", cosi come ci ha chiamati Berluscoglioni. Neanche il tg3 si è degnato di dare tale notizia. La televisione italiana è tutta merda controllata, da un merda ancora più gigante che conosciamo bene. Ma non tutti sanno che la merda si secca al sole e verrà schiacciata dall'onesta. A tutte le merde che diventeranno secche che sono al governo ed in tv, io dico vergogna.
VIVA LA LIBERTA' DI STAMPA,

mercoledì 30 settembre 2009

VOGLIA DI LIBERTA', L'ITALIA ORMAI E' SOTTO IL REGIME DI BERLUSCONI, MA STATE ZITTI CHE GLI ITALIANI NON SE NE SONO ANCORA ACCORTI

E' già, proprio cosi, l'Italia, la nostra bella Italia è sotto regime, il regime di destra nato con la demenziale politica di Silvio Berlusconi. Berlusconi, imprenditore ignorante, che occupa incontrastato la scena politica italiana, ormai da molti anni, non siscoraggia di fronte alle continue accuse rivolte nei suoi confronti. Anzi, si sente sempre più forte e intoccabile con l'emazione delle sue leggi fascistissime. Non a caso, le chiamiamo leggi fascistissime, perchè gli utlimi decreti proposti, e successimente approvati dal Parlamento italiano, che lo appoggia, sono sicuramente di stampo razzista e discriminatorio per la nostra società. Primi su tutti a farne le spese, sono i poveri immigrati in cerca di dignità, che vengono prima accolti a Lampedusa, dove vengono tenuti reclusi per mesi costretti a subire atroci violenze, poi vengono rispediti nei loro paesi, senza che gli venga concessa loro la possibilità di vivere liberamente nel nostro Paese, cosi come sancisce la nostra Costituzione italiana. Inoltre istuisce le ronde fasciste, che hanno il compito di controllare e violare la privacy dei cittadini stranieri. Berlusconi non si ferma, mette i militari per difendere, come dice lui "Le belle donne, praticamente due militari per ogni bella donna", ma non si rende conto che le nostre città sono sotto assedio militare. Per finire il Berluscoglioni, se la prende con la stampa, che non è più libera di fare il suo lavoro. Li accusa di diffamazione nei suoi confronti perchè quel dicono sul suo conto non è vero. Insomma, adesso la situazione è chiara Berluscoglioni, è l'uomo più pulito d'Italia, lui non è colpevole di niente, non è mai stato indagato e non mai fatto festini con escort e veline per candidarle al Parlamento. Un'altra questione drammatica è la guerra in Afghanistan, che viene detta missione di pace, ma è una vera e propria guerra, dove continuano a morire i militari mercenari che vanno li per qualche spicciolo in più. Ricordiamo a nostri politici, anzi ai vostri perchè a noi non ci rappresentano, che la pace non si porta con le armi, ma con le azioni benefiche concrete, con il dialogo.
IO NON MI SENTO ITALIANO, COME DICEVA IL GRANDE GABER, IO NON MI SENTO ITALIANO DI FRONTE A QUESTO SCHIFO, L'ITALIA E' UN PAESE LIBERO E CONTINUERA' AD ESSERLO, SIAMO LIBERI IN UN PAESE DEMOCRATICO E PRESTO LA DITTATTURA DI BERLUSCOGLIONI SARA' DISTRUTTA, DEMIOLITA.

lunedì 21 settembre 2009

IO SONO LIBERO...SONO UN'UOMO LIBERO...è LA LIBERA E' LA MIA LIBERTA' DI ESPRESSIONE

Il 19 settembre scorso, doveva tenersi a Roma, la manifestazione a favore della libertà di stampa ed espressione, in difesa dell'articolo 21 della Costituzione Italiana, articolo che in questo periodo è preso di mira dai nostri politici, che non accettano verità scomode che li interessano e stanno continuando a svolgere la loro politica assurda. Proprio così i giornalisti, ora, secondo i politici, non hanno più il diritto e la libertà di fare il loro lavoro, perchè sono criticati e accusati ingiustamente di diffamazione. E' una vergogna poter pensare che un giornalista venga accusato di tale colpa, quando si sa che sta svolgendo il proprio lavoro, ma in fondo cosa ci si può aspettare da questa orrenda classe politica che non ci appartiene? La risposta certo non posso darla io o noi, poveri uomini ingiusti, sempre secondo il "perfettissimo" governo Berlusconi. Ma in fondo cosa ci si può aspettare da un governo di trogloditi, che non sanno neanche parlare? Che dire, è arrivato il momento di fare qualcosa, agire contro questa politica, ma non è che si vuole fare un attacco al colore o al partito politico in se, ma bisognerebbe fare una campagna di "distruzione" contro tutta la classe politica, perchè se in fin dei conti c'è un destra incapace di governare, c'è una sinistra che sa opporsi, anzi è praticamente inesistente.
Insomma la manifestazione del 19 settembre, si farà, con molta probabilità il 3 ottobre, perciò vi invito a scendere tutti in piazza per manifestare a favore delle NOSTRA LIBERTA' DI STAMPA, LIBERTA' DI INFORMAZIONE E LIBERTA' DI ESPRESSIONE, IN QUESTA ITALIA CHE NON CI APPARTIENE, CHE RISULTA OCCUPATA DA POLITICI DI MERDA E CHE NON CI APPARTEMGONO, CHE SANNO MASCHERARE BENE LA NUOVA FORMA DI DITTATURA SILENZIOSA.
L'ITALIA INFATTI E' UNA DITTATURA, MA NOI ANCORA PENSIAMO CHE SIA UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, MA OGGI IN ITALIA LA DEMOCRAZIA E' MORTA, O FORSE IN TUTTI QUESTI ANNI NON E' MAI NATA.
IO SONO UN UOMO LIBERO E CONTINUERO' AD ESSERLO FINCHE' VIVO, PERCHE' NEL MIO PICCOLO, CON IL MIO SEMPLICE LAVORO, LASCIO GESTI D'AMORE, PACE E NON VIOLENZA, UTILI PER COSTRUIRE UN MONDO CON PIU' LIBERTA'.

sabato 12 settembre 2009

LIBERTA' DI STAMPA ( IL 19 SETTEMBRE A ROMA DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA LIBERTA' DI STAMPA)

Silvio Berlusconi (Il presidente del consiglio della repubblica DEMOCRATICA italiana sulla Costituzione, ma ke in realtà è un dittatura silenziosa) ha denunciato alcuni giornali internazionali per aver pubblicato quella che lui definisce "spazzattura" sulla sua vita privata. Subito dal villaggio globale si è sollevato un gran polverone in difesa della libertà di stampa. E' sceso in campo perfino Alastair Campbell, responsabile della comunicazione di Tony Blair e maestro nell'arte di confondere i mezi d'informazione per fargli scrivere quello che vuole lui. Le critiche a Berlusconi sono unanimi ed GIUSTO CHE SIA COSI'. Peccato però che non si approfitti della vicenda per riflettere sul ruolo della stampa mondiale. Da Judith Miller del New York Times, che pubblicò le bugie della Casa Bianca (ai tempi dell'idiota di Bush) sull'Iraq, allo scandalo legato al suicidio di David Kelly, costato il posto al direttore della BBC, fino alla censura quotidiana degli articoli che raccontano le malefatte delle multinazionali, la politica e i mezzi d'informazione vanno a braccetto da troppo tempo, purtroppo.
E' ora che la stampa torni a essere INDIPENDENTE e che i giornalisti tornino a fare il loro mestiere, che è quello di diffidare dei politici, dei responsabili delle pubbliche relazioni e di tutto il carrozzone della politica spettacolo, che tormenta la REPUBBLICA DEMOCRATICA ITALIANA.
LA REALTA' E' CHE LA VERA SPAZZATURA E' BERLUSCONI, CHE CI RIEMPE DELLE SUE CAZZATE E POI SMENTISCE SEMPRE TUTTO. UN UOMO CHE NEGA ANCHE L'EVIDENZA DEI FATTI CHE LO COLPEVOLIZZANO SEMPRE, ANCHE DI FRONTE A FATTI CHE HANNO PROVE SENSATE. E' GIUNTO IL TEMPO DI FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI, DI DIFENDERE LA NOSTRA COSTITUZIONE CON CONVINZIONE, PER LA LIBERTA' DI STAMPA E PER TUTTE LE ALTRE LIBERTA' FONDAMENTALI. MA PER FARE TUTTO QUESTO NON SERVONO PIU' PAROLE, BISOGNA TROVARE IL CORAGGIO DI FARE AZIONI DURE CONTRO QUESTI POLITICI DI MERDA CHE RIEMPON DI STRONZATE E CHE FANNO DEL PARLAMENTO UN CONTINUO TEATRINO DI MARIONETTE. NON IMPORTA IL COLORE O LO SCHIERAMENTO POLITICO, TUTTI QUELLI CHE STANNO AL PARLAMENTO SONO DELLE MARIONETTE, PRONTE OGNI GIORNO A FARE IL LORO SPETTACOLI.

venerdì 11 settembre 2009

UNO SPIRAGLIO PER IL DARFUR

Nella regione del Sudan le vittime delle violenze diminuiscono. Un'occasione per cercare le pace, con l'aiuto di Washington (e del grande Barack Obama)
La guerra in Darfur è davvero finita?
Se lo chiedono Rodolphe Adada e Martin Luther Agwai, i due più alti respnsabili, civili e militari, della missione delle Nazioni Unite-Unione africana in Darfur (UNAMID).
Entrambi stanno per lasciare i loro incarichi, è quindi questa domanda può sembrare una provacazione. Ma non è così. Da gennaio non ci sono più stati raid su vasta scala dell'esercito sudanese e dei suoi alleati, le milizie janjawid, e ci sono state più vittime innocenti nei combattimenti dl Sud Sudan che in Darfur, all'est del paese. Ma non si può ancora parlare di pace in Darfur, dove 2,7 milioni di persone vivono nei campi profughi. L'unico dato certo è che il livello di violenza pianificato dalle autorità sudanesi è molto diminuito nel corso degli ultimi anni, riducendosi a un "conflitto a bassa intensità".
Questo non allegerisce di certo le responsanbilità di chi, soprattutto fra il 2003 e il 2005, ha fatto terra bruciata nella regione, attraverso i raid delle truppe di Khartoum e dei loro alleati contro la popolazione civile. E la necessità di trovare una soluzione rapida per riportare la pace nella regione è ancora urgente. I due responsabili della Unamid hanno ragione a sottolineare la fine degli scontri, a condizione pèerò che questa constatazione conduca a seri sforzi negoziali. Alcune organizzazioni per la difesa dei diritti umani e molti responsabili politici, in particolare all'epoca dell'amministrazione Bush, hanno continuato ad affermare che in Darfur era in corso un genocidio. Un modo di presentare la situazione che è stato pubblicizzato da star internazionali, ma ha reso più difficili le trattative con Khartoum.
L'amministrazione Obama ha fatto una scelta diversa. Ha mandato in Sudan un inviato speciale, Scott Gration, che ha ripreso il dialogo con il governo e si è impegnato con i paesi della regione per riunificare le forze ribelli e foavorire negoziati unitari con Khartoum. Nel 2005, grazie alla pressione di Washington, era statoa trovata una soluzione al conflitto tra Nord e Sud Sudan, e le diverse fazioni avevano firmato uno storico accordo di pace.
La speranza è che, con l'aiuto degli Stati Uniti, in Darfur si possa arrivare ad una pace stabile.
Da "Le Monde" quotidiano francese
LOTTIAMO TUTTI INSIEME, PERCHè ANCHE IN DARFUR, POSSA RITORNARE LA PACE

domenica 6 settembre 2009

UN MILIARDO DI PERSONE MUORE DI FAME E NOI????? RESTIAMO SOLO A GUARDARE...

Sale a più di un miliardo, il numero di persone che soffrono la fame nel mondo. I raccolti non mancano, ma la crisi economica, che secondi i nostri politici del cazzo non c'è, riduce i redditi e fa aumentare la disoccupazione.
Ormai gli esperti le chiamano le "Tre F". Stanno per "Fuel", "Food" e Finance" (carburante, cibo e finanza) e sono tre fattori che sopraponendosi hanno avuto un forte impatto sulle famiglie povere. Da mesi l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricultura (FAO) avverte che la crisi economica, con il rincaro dei prezzi degli alimenti e del petrolio, avvrebbe fatto aumentare il numero di persone sottonutrite, oggi precisa l'ampiezza del fenomeno: nel 2009 soffriranno la fame circa 100 milioni di persone in più. Secondo queste stime, realizzate insieme al Programma alimentare mondiale (Pam) e al Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Fida), nel 2009 la sottonutrizione raggiungerà il livello record 1,02 miliardi di persone (11 % in più rispetto al 2008) superando così per la prima volta la soglia del miliardo. Nel 2005 erano circa 870 milioni le persone che soffrivano la fame. Stando alle tre agenzie dell'Onu, la crisi sta cancellando i progressi degli ultimi anni nella lotta alla fame.
L'agravarsi della situazione, spiega la Fao, non dipende dai cattivi raccolti, ma dalla crisi economica che ha ridotto i redditi i redditi e aumentato la disoccupazione. Il calo delle esportazioni ha lasciato molte persone senza lavoro. Sono aumentati i licenziamenti nell'industria mineraria e nel turismo. Sono diminuite le rimesse di denaro degli emigrati. Molti di quelli che lavoravano nelle città o all'estero, sono tornati nelle campagne. E poi, per molte famiglie, alla crisi economica si aggiunge l'elevato costo dei generi alimentari. Il prezzo dei cereali sulla borsa alimentare mondiale è sceso, ma a livello locale è rimasto alto, ed è ancora del 24 % più caro rispetto al 2006.
Di recente il Pam, ha realizzato un indice della crisi economica e alimentare, e ha individuato i 40 Paesi che saranno più colpiti. Inoltre ha compiuto uno studio su cinque Nazioni (Armenia, Bangladesh, Ghana; Zambia e Nicaragua) da cui è emerso che le famiglie rispondono alla crisi in modo simile: riduzione del numero dei pasti, scelta alimenti meno cari, ma anche meno nutrienti (per esempio, eliminazione della carne), vendita del bestiame, prestiti, descolarizzazione dei bambini. "Quelli colpiti più duramente non sono necessariamente i più poveri, ma una nuova categoria che deve far fronte a un rapido scivolamento nella miseria", spiega il Pam.
"Le persone che seguiamo, le più vulnerabili, non sono direttamente colpite dalla crisi finanziaria, ma subiranno contraccolpi delle difficoltà delle classi medie che, se soffrono, potranno aiutarle di meno", spiega Ludovic Bourbé, direttore tecnico di Action contre le faim. Nel Ciad, racconta, la sua organizzazione umanitaria, ha visto che alcune donne ricevono meno spesso le rimesse dei loro uomini che lavorano lontano, o comunque ricevono somme inferiori. Quantificare l'impatto della crisi è ancora difficile, ma Bourbè ammette che i licenziamenti e il ritorno a casa dei lavoratori che da fuori potevano mantenere anche 10 persone sono allarmanti.
QUESTI DRAMMATICI AVVENIMENTI RIPORTATI NELL'ARTICOLO SOPRA, SONO NOTIZIE FONDATE SU DATI FORNITI DALLA FAO E SONO DA PRENDERE SERIAMENTE IN CONSIDERAZIONE, MENTRE NOI STIAMO A BRACCIA CONSERTE DI FRONTE A TUTTO QUESTO. IL SILENZIO E' LA SCONFITTA DEI DEBOLI. DOBBIAMO REAGIRE ED IN FRETTA PER EVITARE CHE OGNI GIORNO QUESTO NUMERO POSSA DIVENTARE SEMPRE PIU' ALLARMANTE. IO DICO BASTA!!!!!!!!!!!!

giovedì 3 settembre 2009

QUEL CHE DICEVA IL GRANDE PIERPAOLO PASOLINI...E' SOLO VERITA' NON C'E' NIENTE DI PIU' VERO DELLE SUE GIUSTE PAROLE CONTRO L'ITALIA VERGOGNOSA DEGLI ANNI DI PIOMBO E CHE ANCORA OGGI SI PORTA DIETRO LA STESSA IDENTICA MERDA...

Cos'è questo golpe? Io so
di Pier Paolo Pasolini
Io so.Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile.Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all'editoriale del "Corriere della Sera", del 1° novembre 1974.Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per il modo in cui è fatto - dalla possibilità di avere prove ed indizi.Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. All'intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al "tradimento dei chierici" è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.Ma non esiste solo il potere: esiste anche un'opposizione al potere. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano.È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all'opposizione come è il Partito comunista italiano è la salvezza dell'Italia e delle sue povere istituzioni democratiche.Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in senso autenticamente unitario - in un compatto "insieme" di dirigenti, base e votanti - e il resto dell'Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un "Paese separato", un'isola. Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel "compromesso", realistico, che forse salverebbe l'Italia dal completo sfacelo: "compromesso" che sarebbe però in realtà una "alleanza" tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell'altro.Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l'altro intatto e non compromesso, non può essere una ragione di pace e di costruttività.Inoltre, concepita così come io l'ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l'opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere.Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch'essi come uomini di potere.Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch'essi hanno deferito all'intellettuale un mandato stabilito da loro. E, se l'intellettuale viene meno a questo mandato - puramente morale e ideologico - ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.Ora, perché neanche gli uomini politici dell'opposizione, se hanno - come probabilmente hanno - prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni? È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono - a differenza di quanto farebbe un intellettuale - verità politica da pratica politica. E quindi, naturalmente, neanch'essi mettono al corrente di prove e indizi l'intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com'è del resto normale, data l'oggettiva situazione di fatto.L'intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento.Lo so bene che non è il caso - in questo particolare momento della storia italiana - di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l'intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno. Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che - quando può e come può - l'impotente intellettuale è tenuto a servire.Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l'intera classe politica italiana.E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi "formali" della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento - deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.Probabilmente - se il potere americano lo consentirà - magari decidendo "diplomaticamente" di concedere a un'altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.

"Boicotta il turismo sionista" scritte antisemite sulle serrande di alcuni "Cts" della Capitale

è ormai chiaro da alcuni mesi che Roma è assediata da una terribile campagna razziale contro ebrei, neri e omosessuali. La realtà che si vive oggi nella Capitale italiana è davvero davvero tragica, se tiene conto di tutti questi tragici eventi di questi giorni che stanno coinvolgendo ingiustamente la povera popolazione omosessuale romana.
Ma non è tutto, ad inizio di questa calda estate 2009, gruppi di destra hanno danneggiato molti Centri Turistici per Studenti (Cts) con scritte antisemite, che chiedevano alla gente di non recarsi in vacanza in Israele durante l'estate, inoltre sono comparse anche scritte antisemite che hanno avuto forti ripercussioni sul pensiero di pace e libertà che in questi anni sta sconvolgendo sempre di più la libertà di vivere in lòibertà.
Adesso dobbiamo dire basta, dobbiamo lottare per evitare che ancora oggi avvengano ingiuste azioni omofobe, perchè nel 2009, non si può pensare di agire contro donne e uomini LIBERI, di professare LIBERAMENTE la loro religione, di manifestare LIBERAMENTE la loro sessualità, di espreimere LIBERAMENTE il loro pensiero politico.
BASTA! LOTTIAMO AFFINCHE' NON AVVENGANO NUOVI FATTI CON QUESTA INAUDITA' GRAVITA'...IO MI SCHIERO DALLA PARTE DI CHI SA PROFESSARE LIBERAMENTE IL SUO PENSIERO, SENZA LEDERE IL PENSIERO ALTRUI, IO LOTTERO' PER RIPORTARE NEL MONDO LA LIBERTA' CHE I POLITICI CI HANNO RUBATO. IL MONDO E' NATO COME UN SISTEMA LIBERO SENZA DISCRIMIZIONI, ORA E' ARRIVATO IL MOMENTO DI RIPORTARE AL MONDO LA LIBERTA' CHE DEVE TORNARE AD ESSERE PROFESSATA LIBERAMENTE.
VIVA LA PACE E LA LIBERTA' DI PENSARE LIBERAMENTE...