Post di Pace...
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Cari lettori abbiamo raggiunto i 9710 Visitatori e tutto grazie a voi che ci avete dato fiducia e ci apprezzate ogni giorno. Mancano 290 Vi...
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La tregua firmata la settimana scorsa tra Israele e Palestina, sembra durare e forse, ma teniamo i piedi puntati, possiamo dire che il proc...
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Buongiorno cari lettori, che ogni giorno seguite il blog PACE E NON VIOLENZA con grande entusiasmo, siamo lieti di annunciarvi che presto t...
venerdì 9 aprile 2010
Non fermiamoci qui...
Ma come? Non può essere? Griderà qualcuno...
Invece, purtroppo è proprio così la destra, continua a vincere senza problemi, anzi con tanti problemi, ma a quanto pare in Italia, più cis ono problemi più si appoggia chi li crea. Non è bastato alla Campania le cazzate sulla spazzatura, che hanno suscitato molte scontri, saenza considerare che poi la merda c'era anche con Bassolino. Non è bastato ai cittadini aquilani essere presi in giro con il progetto case, dove vi rimarranno per anni, a far decadere almeno in parte lo stropotere di destra. a L'Aquila, il 6 aprile 2009, poco più di un anno fa un devastante terremoto che ha provoacato centinaia di vittime e subito tutti sono corsi in aiuto e poi menzogne, menzogne e menzogne si sono susseguite a scandali. Dopo un anno gli aquilani, hanno votato per il centrodestra, evidentemente sono contenti così.
Le elezioni in Puglia, hanno riconfermato la volontà di farsi governare da Nichi Vendola, che il Pd non voleva, tanto che ha fatto le primarie, ma non c'è stata storia. Nichi Vendola, con il suo partito Sinistra Ecologia e Libertà ha riscosso tanti successi meritati e forse oggi in questi Italia di politici corrotti, è l'unica valida alternativa al centrodestra. In Puglia è da notare anche l'impegno e l'esempio di Michele Rizzi che ha voluto presentarsi come valida alternativa a questo scempio italiano, speriamo che spinti su questa onda di ideologia coerente come quella di Michele Rizzi, si possa un giorno cambiare modo di pensare e rendersi conto che in Italia così non va.
venerdì 12 marzo 2010
L'Italia è una repubblica fondata sullo sciopero, la mancanza di serietà, il menefreghismo e l'ignoranza...
Ogni giorno un nuovo decreto "salvaculo" del presidente degli italiani (tranne mio ke nn lo riconosco come tale) Berlusconi, che non sa accettare le sporche verità raccontate su di lui, tralaltro documentate con intercettazioni, video, foto e documenti vari che lo testimoniano. Infatti codesta persona, nega l'evidenza di fronte a tutto ciò che si dice, e per non cadere giù dal precipicipizio di un franoso GOVERNO, cerca sempre nuovi escamotage per salvare come detto il suo culo.
Ultima novità, ma di gravità inaudita il decreto salva liste, approvata dalla sua ASSEMBLEA COSTITUENTE (dico cosi del nostro PARLAMENTO, xkè l'atteggiamento di Beluscoglioni, ricorda molto del testa di cazzo di MUSSOLINI), dopo che i suoi scagnozzi non si sono presentati alle concellerie per depositare le liste del PDL. Ha fatto ricorso ai vari organi di giustizia, che hanno rispettato la Costituzione, cosa che non di certo Berlusconi, ed ora ha il coraggio di dire che sono tutti comunisti e sono tutti contro di lui, perchè stanno avendedo un comportamento non costituzionale.
IO CARO BERLUSCOGLIONI. DIKO KE HAI ROTTO IL CAZZO, CON LA TUA POLTICA DI MERDA E TUTTI GLI STRONZI E LE TROIE KE PORTI CON TE. IL PARLAMENTO NON E' UN TEATRO DOVE PUOI FARE I TUOI GIOKI EROTICI DEL CAZZO. NON PUOI ROMPERE I COGLIONI CON TUOI PIANTI ED ACCUSARE TUTTI NOI KE SIAMO GENTE KE SA DFIFENDERE IL VALORE DELLA NOSTRA COSTITUZIONE. IL POLITICO NON LO SAI FARE E NON LO PUOI FARE PERCHE' SEI PLURIPLURIPLURIINDAGATO E TI SEMPRE SALVATO IL CULO, MERITI L'ERGASTOLO PER TUTTE LE CONDANNE KE HAI. IO CREDO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA KE GLI ITALIANI HANNO CONQUISTATO 60 ANNI FA, SCEGLIENDO DI FONDARE UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO E DOVE LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO.
ALLORA TI DICO KE SE SIAMO TUTTI CONTRO DI TE, ALLORA VUOL DIRE KE HAI RAGIONE, SIAMO TUTTI COMUNISTI; QUINDI SICCOME I COMPAGNI SONO TANTI, PER KI LI TOCCA SONO CAZZI DA KAGARE. ORA SONO CAZZI TUA ATTENTO AD OGNI PASSO FALSO KE FAI. VIVA IL COMUNISMO E LA LIBERTA'
martedì 9 marzo 2010
ITALIA POPOLO DI RAZZISTI E IGNORANTI...
Quando si è ignoranti, si diventa razzisti, perché si pensa di sapere e si prevarica il pensiero altrui e non si accettano le altrew minoranze etniche.
Io mi vergogno di essere italiano, di fronte alle tante accuse ingiuste fatte contro poveri ragazzi che appartengono ad etnie diverse e li gli italiani ignoranti li chiamo negri, zingari o peggio ancora. Io credo che tutti questi poveri ragazzi sono nostri fratellie dobbiamo accettarli per come sono scoprendo con dignità la loro cultura per prendere spunto e trovare nuovi stimoli. Chi è ignorante non percepisce che gli zingari o i rom che dir si voglia, sono anche ITALIANI e dobbiamo accettarli per quello che sono, come ad esempio Andrea Pirlo, giocatore del Milan di Berluska, che tralaltro vuole mandarli via dall'Italia ignorando il fatto che non può farlo, e Moira Orfei, nota circense, che tutti conosciamo per i suoi film con i vari De Sica, Mangano e tanti altri attori/trici italiani/e.
L'ITALIA RESTERA' PER SEMPRE UN POPOLO DI IGNORANTI SE NON CAPIRA' LA DIFFERENZA TRA BENE E MALE, TRA ACCETTAZIONE E DISCRIMINAZIONE, TRA QUALUNQUISMI E REALISMO. BISOGNA CONTINUARE A CREDERE E A SOSTENERE L'INTEGRAZIONE, CHE NESSUNO HA MAI APPLICATO E DOBBIAMO FARLO ORA, PRIMA CHE L'IGNORANZA E, AGGIUNGO IO, LA DEFICENZA POSSANO PRENDERE IL SOPRAVVENTO. BASTA, E' FINITO IL TEMPO DI FARE IL POPOLO SUDDITO/SCHIAVO, PERCHE' L'ITALIA HA PERSO LA SUA VERA IDENTITA' CULTURALE. IL POPOLO ITALIANO E SUDDITO DI TUTTI I GOVERNI DEL CAZZO, DESTRA O SINISTRA CHE SIA, CHE HANNO DISTRUTTO LA NOSTRA CULTURA E CONTINUANO A FARLO SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA. STIAMO PER TOCCARE IL FONDO E TRA POCO NON AVREMO PIU' LE FORZE DI POTER REAGIRE E RICOMINCIARE A NUOTARE PER RITROVARE LA NOSTRA VERA IDENTITA'.
giovedì 18 febbraio 2010
RINVEDICARE IL PROPRIO IDEALE....FAR CAPIRE CHE TUTTO PUO' CAMBIARE SE LOTTIAMO CON LA NON VIOLENZA...(Parte I)
Ogni girono l'odio razziale che spinge la gente a discriminare, mi fa venire il ripudio perchè tutti coloro che odiano sono egli stronziche non capiscono un cazzo.
Ogni giorno dobbiamo trovare in noi stessi la forza di andare avanti con forza e dedizione, speranza e convinzione, per cercare di ritrovare l'amore perso agli albori della nostra esistenza. Se davvero ci fosse un DIO sarebbe già sceso sulla terra e avrebbe portato il messaggio di pace che nessuno porta nella propria quotidianeità. Se davvero chi ha scritto la BIBBIA, che sembra una bella favoletta da raccontare ai bambini, non deve considerae GESU' il figlio di DIO, ma un uomo che con il suo esempio di vita semplice ha cercato di portare la pace nel suo popolo, ma non è stato capito e venne crocifisso.
Credo allora che GESU', così come GANDHI, ERNESTO "CHE" GUEVARA, EMILIANO ZAPATA e tutti gli altri uomini che hanno tentato la RIVOLUZIONE, sono esempio di PACE CONCRETA SENZA USO IMPROPRIO DI ARMI.
martedì 16 febbraio 2010
VERGOGNA ITALIA...
Sono degli SPORCHI RAZZISTI del Cazzo che nn accettano il prossimo e lo vogliono fare fuori con l'appoggio della CHIESA, tutta FEDE, SPERANZA e CARITA' e poi vedi papa NAZINGER (MALEDETTO XVI) con la cavezza d'oro al collo che parla ai suoi sudditi di pace e amore.
IO DICO DI FRONTE A TUTTO QUESTO SCEMPIO, VERGOGNA...IO MI DISSOCIO, E' FACILE PARLARE BENE RAZZOLARE MALE, NESSUNO SE NE FOTTE DELLE VOSTRE PAROLE DEL CAZZO, CARI POLITICI, CARDINALI E PAPI DEL CAZZO, SE POI NON FATE UN CAZZO PER CAMBIARE QUESTO MONDO. SE IL MONDO NON CAMBIA E' PER COLPA VOSTRA CHE NON CAPITE UN CAZZO DEI PROBLEMI DELLA GENTE. COSI' TUTTI VOI COMPRESI PIERLUIGI BERSANI E LA BONINO CON LOA FACCIA DA CAZZO, NON SPARATE CAZZATE, LIBERATEVI DELLE VOSTRE BARCHE E TUTTI I VOSTRI PODERI E FORSE QUALCOSA CAMBIERA'...VAFFANCULO A TUTTI POLITICI O PRELATI DEL CAZZO CHE SIETE, DIS DESTRA O DI SINISTRA LA MERDA SIETE SEMPRE E SOLO VOI.
mercoledì 3 febbraio 2010
Dove si va...
Dove è finito il modello educativo di una volta? Quel modello educativo fondato sulla libertà e sulla democrazia, oggi è morto. Le televisioni lo hanno distrutti, sono schiave del REGIME italiano, infatti le televisioni del cazzo mostrano programmi di merda come le stronzate della De Filippi o il Grande Fratello e cazzi vari, dai quali si sfornano troiette e tronisti, pensando di diventare attori di questa MINCHIA...è vergognoso pensare che puttanelle che danno il culo ai vari Lele Mora o cazzi vari...diventino famose...ma famose di che? Dove?
Per non parlare dei telegiornali che oggi sfornano solo disinformazione e che sono sostenuti solo dai colori politici...vedi i vari FEDE di TG4 che lecca il CULO di BERLUSCONI dalla notte dei tempi, vedi MINCHIOLINI (MINZOLINI) del TG1 che spara cazzate appoggiando e sostenendo le cazzate di BERLUSCONI, vedi il TG2 che fa altrettanto, vedi il TG5 ancora altre merdate, vedi STUDIO APERTO che lascia interdetti dalle notizie del cazzo che da. STUDIO APERTO è un tg demenziale che non bada al rispetto delle regole; si parla tanto di non mostrare film cruente o con scene di sesso ai bambini nella fascia protetta, dalle 6 alle 23, e poi mostrano i servizi con tette e culi delle troiette vari delle tv italiane, poi ho capito il significato del tg STUDIO APERTO, con i servizi indecenti che fanno, mostrano la migliore APERTURA di gambe delle troiette della tv...MA ALLORA DI CHE COSA VOGLIAMO PARLARE?
E' vergognoso, non si può andare avanti così, i politici italiani inoltre a colpi di finte battaglie, disriminano gay ed extracomunitari con LEGGI RAZZIALI senza che nessuno dica niente. Evidentemente sta bene a tutti cosi...politici e popolo italiano che ha scelto...io di certe POLITICI di MERDA, non li voterò mai, POLITICI del CAZZO, che cambiano bandiera a seconda di come tira il vento, vedi CAPADICAZZO (CAPEZZONE). Io continuerò a lottare affinchè i diritti della persona possano essere rispettati anche in questo Paese di merda che è l'Italia. IO NON DISCRIMINERO' MAI UN OMOSESSUALE O UN EXTRACOMUNITARIO, UNO ZINGARO O UN NERO, UN BARBONE O UN DISAGIATO, TUTTI SONO MIEI FRATELLI E LI ACCOLGO PER QUELLO CHE SONO E NON PER QUELLO CHE DEVONO DIVENTARE PER ESSERE ACCETTATI. IO ACCOLGO TUTTI PERCHE' SO COSA VUOL DIRE AMARE E SO COSA VUOL DIRE SOFFERENZA, IO CERCO DI FARE DEL BENE A CHI HA BISOGNO E LO FACCIO DONANDO TUTTO ME STESSO. IO MI BATTO PER LA PACE E LA NON VIOLENZA, PERCHE' POSSANO PORTARE L'AMORE E LA GIOIA NEL CUORE DI TUTTI, SENZA L'USO DI ARMI, PERCHE' E' IL DIALOGO L'UNICO MEZZO PER PORTARE PACE NEL MONDO.
martedì 19 gennaio 2010
Cerca dentro di te il coraggio di continuare a lottare
Oggi non bastano più le azioni umanitarie fittizie, dove specula anche l'ONU, con le famose "peace keeping" che non sono altro che coperture per poi portare la guerra. Vadano a farsi fottere tutti quelli che in nome della pace imbracciano un fucile per portare odio, discriminazione, violenza e razzismo. Io nonj ci sto, ogni giorno con i miei pensieri, i miei sani ideali, mi batto per un mondo non violento che oggi non vediamo più. Per sostenere il mio ideale, che non si significa essere "comunista" o "liberale" o quanti altri ne volete, significa fare il proprio lavoro con umiltà, portando l'amore e lasciando sorrisi sinceri, bastano piccoli gesti quotidiani, basta vivere con serenità. E' facile etichettare un uomo umile nella sua vita, con l'eitchetta di "comunista" forse solo perchè non ha cattivi pensieri, ma non è così, si è vero sono di sinistra, e mai voterò a destra perchè non rispecchiano la mia mentalità, ma non vaglio neanche che mi venga messa un'etichetta, di fronte alla pace e ai sani mezzi non violenti per costruirla, nnon ci deve essere colore politico, ma un'unica forte bandiera.
lunedì 18 gennaio 2010
Cordoglio per Haiti
martedì 12 gennaio 2010
Niente di nuovo sul fronte afgano
In Afghanistan, il nuovo anno si apre come si è chiuso il vecchio. Nessuna buona nuova, nessuna bella speranza. La guerra azzera tutto, e tutto distrugge. Morti, tanti tra i civili, qualcuno tra i militari; feriti, innumerevoli; e rapiti. Gli ultimi della serie sono "due giornalisti francesi della Tv pubblica France 3, sequestrati mercoledì 30 dicembre assieme al loro autista da elementi anti-governativi", per usare le parole dello scarno comunicato con cui le autorità afgane hanno dato la notizia. Una collega dei due giornalisti che hanno trascorso alcune settimane fra le truppe francesi per fare un reportage, ha spiegato che il rapimento è avvenuto sulla strada fra i villaggi di Tagab e Nijrab, nell'instabile provincia di Kapisa, dove si trova la base del contingente francese. La piccola provincia, a nord-ovest di Kabul, è contesa fra le milizie dell'ex signore della guerra ricercato dagli Usa Gulbuddin Hekmatyar e i talebani, di cui Hekmatyar è stato occasionale alleato.
Gli ultimi a morire, invece, sono stati quattro marines Usa, saltati questa mattina (lunedì 4 gennaio) su una mina artigianale mentre viaggiavano sul loro mezzo blindato, e un soldato britannico, morto invece ieri nella provincia meridionale di Helmand. Cinque caduti che fanno salire a 1569 le perdite della Coalizione internazionale dall'inizio dell'invasione, nel novembre 2001. Di questi, 949 sono statunitensi e 246 britannici. Questi i primi giorni del 2010. E sempre tragicamente si era chiuso il 2009, che verrà ricordato come l'anno con il più alto numero di morti fra le truppe straniere dall'inizio della guerra. Il 30 dicembre, quattro soldati e una giornalista, tutti canadesi, sono morti quando il veicolo su cui viaggiavano è saltato in aria nella provincia sud-est di Kandahar. La donna, Michelle Lang, 34 anni, del Calgary Herald, era appena arrivata per il suo primo servizio dall'Afghanistan. I suoi connazionali le stavano mostrando, a bordo di un mezzo, i progetti di ricostruzione a cui sopraintendevano, quando il veicolo su cui viaggiavano è saltato in aria, mettendo a segno il peggiore incidente mortale degli ultimi due anni in cui vengano coinvolti dei canadesi. Ma non solo. Il 30 dicembre, otto agenti della Cia e un afgano sono rimasti uccisi in un attentato suicida orchestrato dai talebani nella base militare Chapman, nella provincia orientale di Khost, roccaforte talebana. Il bilancio dell'esplosione, nei pressi dei locali adibiti a palestra della base militare, è il più grave subito dagli 007 Usa da quando sono in Afghanistan. A farsi esplodere, un kamikaze che indossava una divisa dell'esercito afgano. Ancora da chiarire, dunque, se si trattasse di un militare in servizio passato dalla parte dei talebani, anche se le tv americane lo hanno ribadito, dicendo che si è trattato proprio di un invitato dai talebani nella installazione militare fortificata come un possibile informatore. E che, nonostante le feree regole, non era stato perquisito, ma solo scortato fino alla palestra, dove ha azionato il corpetto esplosivo che indossava.
Ma il bilancio non si esaurisce qui, perché il medesimo giorno è avvenuto l'episodio più grave, che ha coinvolto esclusivamente dei civili. Un bombardamento Nato ha sterminato un gruppo di contadini che stava lavorando nei campi di Babaji, nei pressi di Lashkar-gah, in uno dei tanti villaggi della maledetta provincia di Helmand. Otto i morti ufficiali, ossia quelli ammessi dagli Alleati, restii da sempre ad ammettere le "scomode" stragi di civili, che altro non sono se non gli "effetti collaterali" di una "guerra giusta". Ma i numeri lasciano il tempo che trovano, l'unica certezza è che non erano talebani, non erano insorti, non erano signori della guerra. Erano semplici lavoratori rurali intenti a irrigare la terra.
E se a questo triste bollettino di guerra, si aggiungono misteriosi episodi che vedono sofisticatissimi droni made in Usa, inviati per spiare e catturare importanti informazioni sul nemico, precipitare in zone delicatissime, il quadro è presto fatto. La guerra in Afghanistan sta vivendo una veloce escalation, la più grave dal 2001, dove i talebani stanno mettendo a segno una serie di successi che fanno traballare le forze alleate, nonostante la nuova strategia Obama. Nel nono anno di una guerra iniziata con duemila uomini Usa, la Casa Bianca ha deciso di coinvolgere altri 30mila soldati che dovranno unirsi ai 7 mila uomini Nato. Ma l'intento di Washington pare andare oltre, dato che il dispiegamento dei soldati Usa potrebbe persino arrivare a centomila uomini nel tentativo di riprendere il controllo del paese.
Un fine che sembra sempre più complicato, anche per i loschi intrecci e giochi di potere interni all'amministrazione afgana. Il presidente Hamid Karzai ha infatti appena dovuto sostituire con un decreto il sindaco di Kabul, Mir Abdul Ahad Sahibi, condannato in primo grado a quattro anni di carcere per malversazione di fondi. Al suo posto è stato insediato Mohammed Yunus Noandesc, ex vice ministro dell'Acqua e dell'Energia. Ma Karzai ha ormai sempre meno forza. Il Parlamento ha appena bocciato la lista dei ministri presentata dal presidente, sentenziando per il capo di stato afgano una sono una sconfitta politica. "Ciò prolunga una situazione nella quale non c'è un governo in grado di funzionare, una situazione che va avanti dalla scorsa estate. E ciò è particolarmente preoccupante in un Paese in guerra - ha commentato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, Kai Eide - dove ci sono moltissime sfide da affrontare e urgenti riforme da effettuare. In un momento in cui l'Afghanistan ha bisogno di un governo forte, ritengo che la maggior parte dei ministri bocciati non siano stati ritenuti in grado di rappresentare lo Stato con la necessaria decisione". La situazione politica in Afghanistan è diventata sempre più precaria dal 20 agosto scorso, quando si votò per le elezioni presidenziali, vinte dal capo di stato uscente Hamid Karzai in un contesto di brogli conclamati. Tant'è che la sua vittoria fu ufficialmente proclamata solo all'inizio di novembre.
Un terreno, questo, sul quale i talebani non fanno che prosperare. "Più soldati Usa verranno, più ne moriranno", ha dichiarato un talebano non meglio identificato all'autorevole Bbc. Niente di nuovo, dunque, sul fronte afgano. La guerra continua e la fine non fa nemmeno capolino.
Stella Spinelli
(da Peacereporter.it)
mercoledì 16 dicembre 2009
Ma si può portare pace nel mondo, sostenendo la non violenza?
Qualche tempo fame il Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama, tante volte da me ossannato, ha espresso il suo concetto sulla non violenza, sostenendo che con la non violenza non si va avanti, e non si va a costruire un mondo di pace. Infatti qualche giorno dopo, sostiene l'aumento dei marines nelle missioni di "pace" in Afghanistan e Iraq.
Penso proprio che Obama, abbia una concezione del tutto sbagliata e non si rende conto della gravità delle sue parole. Prima si fa amare con le sue parole, i suoi discorsi, i suoi atteggiamenti, forse spinto dal colore della sua pelle, che ha segnato un "cambiamento" profondo per gli USA; ed ora che fa si ritira?
Io non condivido queste sue scelte politiche influenzate da una situazione politica drammatica, che tendenzialmente sta fondando le sue radici nell'ideale politico di destra, che in alcuni casi degenera in atti di vandalismo, azioni razziali e xenofobe, e storie drammatiche varie.
Dove è finita la democrazia?
La democrazia è una storia che va scritta insieme, lottando e difendendo un puro ideale, che si fondi sulla pace e sulla non violoenza,noi ci dobbiamo ribellare, ribellare, credere in qualcosa di concreto per quale lottare.
Basta con le storie di politici che una volta saliti sulla giostra, si fanno prendere dalla smania di governare e badare solo ai loro interessi, dimostriamo che c'è un popolo che si sa opporre democraticamente, un popolo che ha perso la sovranità popolare, che oggi con viva e ferma decisione dobbiamo riconquistare, dobbiamo ridare al mondo quel che il mondo non ha più.
Troppi anni, Troppi secoli, sono passati e nessuno ancora ha preso spunto dagli errori del passato cercando di non farli, e invece ci troviamo in questa situazione ogni giorno sempre di più.
io mi oppongo e sostengo con decisione la non violenza, unico mezzo per portare la pace nel mondo.
martedì 15 dicembre 2009
L'Honduras, esempio di democrazia per l'Italia
Ma quando nel mondo c'è un colpo di Stato, non possiamo fare a meno di parlarne. E oggi in Italia c'è un colpo di Stato. Non è dato, in democrazia, che un Presidente del Consiglio dei ministri (non un premier, ché in Italia non esiste questa figura e i colleghi giornalisti dovrebbero pensare ai danni che fanno prima di fare andare la penna), che dovrebbe rispondere ad un Parlamento che è l'organo cui il popolo delega la gestione del potere, possa affermare che lui è eletto dal popolo, è duro, ha le palle, e che chi lo contesta è un pericoloso sovversivo.
Non è dato che possa affermare impunemente che sovversivo è l'organo supremo di controllo, la Corte Costituzionale.
In ogni altro posto del mondo, un primo Ministro che sostiene quel che ha sostenuto Berlusconi subirebbe una richiesta di impeachment, che tradotto è "messa in stato di accusa".
Se questo non è accaduto, è perché non c'è un potere di controllo sufficientemente forte. E quindi è saltato l'equilibrio sul quale si era fondata la democrazia fino a ieri. E dunque c'è stato un sovvertimento "violento" delle istituzioni per citare il Presidente Napolitano.
L'ultimo dei quali in ordine di tempo, nel mondo, è avvenuto in Honduras. Ma in quel Paese almeno qualcuno le barricate le ha fatte.
Da Peacereporter.it
lunedì 14 dicembre 2009
Ignobel per la pace
Mentre Obama ritira il Nobel per la pace, il suoi soldati in Afghanistan continuano a uccidere civili innocenti
Amrul è un piccolo villaggio sulle montagne innevate di Laghman, un centinaio di chilometri nordest di Kabul, abitato da poche centinaia di pastori e contadini. Come ormai quasi tutti i villaggi dell'Afghanistan, Amrul è sotto il controllo dei talebani. "Perché gli danno una medaglia per la pace?". Lunedì notte, attorno alle due, decine di soldati delle forze speciali statunitensi accerchiano le case di argilla dell'abitato dove, secondo le informazioni raccolte, si nasconde un 'bombarolo' talebano ritenuto il responsabile di numerosi agguati dinamitardi contro i convogli delle truppe Usa. I talebani, appostati sui tetti delle abitazioni, aprono il fuoco e in un istante si scatena l'inferno. I soldati americani sparano contro tutto quello che si muove, sparando fanno irruzione in alcune abitazioni, uccidendo sette guerriglieri ma anche sei civili, tra cui una donna. Il mattino successivo, partiti i militari Usa, gli uomini di Amrul raccolgono i loro morti e li portano a Mehtarlam, il capoluogo della provincia, per protestare davanti al palazzo del governatore. Dal corteo funebre di protesta si alzano urla contro l'America, contro Obama: "Perché danno a Obama una medaglia per la pace? Dice di volerci portare sicurezza, ma ci porta solo morte! Morte a lui!", urla un parente delle vittime alle telecamere di Al Jazeera. "Morte a Obama! Morte all'America!", gli fa eco la folla attorno a lui alzando i pugni al cielo. La rabbiosa processione degli abitanti di Amrul avanza tra i campi Mehtarlam, ma alle porte della città trova la strada sbarrata dai soldati dell'esercito afgano, il loro esercito. I militari aprono il fuoco contro il corteto, uccidendo tre persone."Ci ha bombardato, ci ha tolto tutto! Non si merita quel premio". La notizia che "il nuovo presidente dell'America" ha ricevuto un importante "premio per la pace" lascia sgomenti la maggior parte degli afgani. Soprattutto quei tanti che hanno vissuto sulla loro pelle il 'nuovo corso' di Obama. Come i parenti delle vittime della strage di Bala Baluk: il villaggio in provincia di Farah che lo scorso maggio è stato raso al suolo dai cacciabombardieri americani. I morti civili, inizialmente negati dai generali Usa, furono 147. I sopravvissuti di quel massacro vivono ancora tra le macerie delle loro case. Una giovane donna se ne sta seduta sulla soglia di un’abitazione semidistrutta, con suo figlio sulle ginocchia. Indossa un velo nero e un abito nero luccicante di perline, ancora in lutto per la morte di un familiare. "Obama non si merita questo premio! Ci ha bombardati e ci ha lasciati senza niente, nemmeno una casa".
La rabbia del cobra. Nawzad è una piccola cittadina che sorge ai piedi delle montagne rocciose dell'Helmand settentrionale, saldamente controllata dai talebani. Da tre anni, prima i gurka nepalesi dell'esercito di Sua Maestà britannica, poi i marines americani, hanno provato a riconquistarla a più riprese, senza mai riuscirci: la città, semidistrutta dai bombardamenti alleati, è ancora saldamente in mano ai talebani. Ora i generali statunitensi hanno deciso di chiudere questo conto in sospeso.Venerdì scorso è scattata la più grande offensiva militare mai sferrata dagli alleati in questa zona: l'operazione 'Rabbia del Cobra'. Mille marines sono piombati sulla Valle di Nawzad con centinaia di carri armati ed elicotteri, ingaggiando l'ennesima battaglia con i talebani. Secondo le prime notizie diffuse dalla Mezzaluna Rossa afgana, ci sono già nove morti accertati tra la popolazione civile, fuggita in massa dalla zona dei combattimenti: circa quindicimila persone hanno abbandonato Nawzad e i villaggi vicini cercando rifugio più a sud, a Grishk e nel capoluogo provinciale, Lashkargah. Un numero di sfollati sufficiente a creare un allarme umanitario, visto che tutte le agenzie internazionali dell'Onu hanno abbandonato da tempo la provincia di Helmand. Un problema che per le forze alleate, semplicemente, non esiste: "In quell'area non c'erano più civili, quindi non c'è nessuno sfollato", ha tagliato corto William Pelletier, un portavoce militare Usa.
McCrystal, generale d'acciaio. Nei giorni scorsi, migliaia di cittadini statunitensi erano scesi in strada a San Francisco, Seattle, Chicago, Boston, Detroit e Minneapolis per protestare contro la decisione del presidente Obama di inviare altri 30mila soldati a combattere in Afghanistan. Piccole manifestazioni pacifiste, dietro le quali però c'è ormai una maggioranza, silenziosa, di americani che non sostengono più questa guerra. Una maggioranza che, all'annuncio dell'escalation, si era consolata con la promessa presidenziale di un ritiro delle truppe Usa da avviare nel giro di un anno e mezzo, a partire dal luglio 2011. Ma anche questa prospettiva consolatoria pare già tramontata: il generale David McCrystal, comandante delle truppe alleate in Afghanistan, ha subito corretto il tiro della propaganda della Casa Bianca: "Luglio 2011 per me non rappresenta un limite fissato, ma la data alla quale valuteremo come procedere. Come potremo ritirarci se la missione non sarà compiuta!", ha dichiarato il generale, chiarendo che, anzi: "Se la violenza dovesse aumentare, rendendo necessarie rinforzi addizionali, li richiederò. Non permetterò che considerazioni politiche influenzino la valutazione sul progresso della missione". Per la serie: siamo in guerra, e in guerra decidono i militari, non i politici. Guerra e democrazia, si sa, non vanno molto d'accordo. Né in Afghanistan, né in America.
giovedì 10 dicembre 2009
tutte le guerre nel mondo...molte delle quali dimenti
Nel mondo sono in corso 25 conflitti. Il quadro della situazione all'inizio del 2009
Clicca sulla mappa per ingrandirla
MEDIO ORIENTE
1. Iraq 135.000 morti dal 2003
2. Israele-Palestina 7.000 morti dal 2000
3. Turchia (Kurdistan) 41.200 morti dal 1984
ASIA
4. Afghanistan 38.500 morti dal 2001
5. Pakistan (Pashtunistan) 12.000 dal 2004
6. Pakistan (Balucistan) 1.300 morti dal 2004
7. India (Kashmir) 65.500 morti dal 1989
8. India (Assam) 51.800 morti dal 1979
9. India (Naxaliti) 7.200 morti dal 1980
10. Sri Lanka 83.000 morti dal 1983
11. Birmania (Karen) 30.000 morti dal 1948
12. Thailandia (Pattani) 3.500 morti dal 2004
13. Filippine (Npa) 40.500 morti dal 1969
14. Filippine (Mindanao) 71.000 morti dal 1984
AFRICA
15. Somalia 7.400 morti dal 2006
16. Etiopia (Ogaden) 4.000 morti dal 1994
17. R.D.Congo (Kivu) 6.000 morti dal 2004
18. Uganda 100.000 morti dal 1987
19. Sudan (Darfur) 301.200 morti dal 2003
20. Rep.Centrafricana 2.000 morti dal 2003
21. Ciad 2.000 morti dal 2005
22. Nigeria (Delta) 14.800 morti dal 1994
23. Algeria 150.500 morti dal 1992
EUROPA
24. Russia (Cecenia) 50 mila morti dal 1999
AMERICA LATINA
25. Colombia 300.250 morti dal 1964
Una continua guerra...e la pace resta utopia...
Cosa, pouò fare della guerra un mezzo democratico per risolvere i problemi? Beh personalmente credo che ogni guerra, che viene combattuta, ogni guerra dmenticata, sia una inutile guerra. Da quando l'uomo è comparso sulla terra, ogni guerra non mai portato democrazia, ma bensi odio rancore e non hai risolto i problemi di un Paese, anzi la situazione e spesso degenerata ed andata sempre peggio. La storia che noi apprendiamo sui nostri libri di scuola, dovrebbe insegnare che dagli errori del passato si possano recuperare gli errori commessi senza più commerterli di nuovo, ma invece la storia, non la comprendiamo mai a fondo e restiamo nel silenzio, nell'ignoranza, dimenticando il passato e vivendo il presente, senza che nessuno abbia il coraggio di opporsi a questo sporco sistema che abbiamo creato con le nostre guerre orrende, piano piano, lentamente, con il futuro che sempre di più si avvicina, siamo arrivando ad un punto di non ritorno, continuando a combattere guerre inutili, mentre la pace resta solo utopia .
domenica 29 novembre 2009
Nigeria, il diritto d'essere curati
Il governo della Nigeria ha revocato una legge che proibiva ai medici di curare ferite da armi da fuoco prima che la polizia avesse redatto il proprio verbale.
La morte del vice caporedattore del quotidiano nigeriano Guardian, Bayo Ohu, ha destato grande scalpore in Nigeria e non solo per il fatto che non sono ancora chiare le ragioni della sua uccisione. Domenica 20 settembre Ohu era a casa con la famiglia, alla periferia di Lagos, quando un commando militare ha bussato alla sua porta per crivellarlo di colpi nel momento in cui è andato ad aprire. Il commando, che ha portato via solo un telefonino e il computer per simulare un furto, gli ha scaricato addosso almeno una decina di caricatori. Eppure, almeno tecnicamente, non sono stati gli assalitori ad ammazzarlo, dal momento che il giornalista è arrivato in ospedale ancora vivo. Sono stati i medici che ha trovato al pronto soccorso ad ucciderlo definitivamente, rifiutandosi di curarlo fino a quando non fosse intervenuta la polizia, nonostante perdesse moltissimo sangue.
Come Bayo Ohu, sono moltissime le persone che ogni anno in Nigeria, uno dei paesi più violenti al mondo, non ricevono in tempo le cure per ferite da armi da sparo e proprio l'aumento dei decessi e l'episodio di Ohu hanno spinto le autorità a metter in discussione una legge che era in vigore dagli anni '80. L'iniziativa è stata presa da un gruppo di politici, capeggiati dal senatore Osita Izunaso, che rivolgendosi al Senato ha definito "insensibile e inumana" una legge che permette ai "medici di rifiutarsi di curare un ferito sulla base di un rapporto di polizia". Oggi l'abrogazione del provvedimento.
"Come medici professionisti noi dovremmo curare come prima cosa, non dovremmo metter i soldi davanti alla vita dei pazienti. Non chiedete soldi o il rapporto della polizia. Date le cure di cui hanno bisogno" ha sentenziato il ministro della Salute Babatunde Osotimehin durante la conferenza stampa. Il vice ispettore generale della polizia, Uba Ringim, ha confermato che circolari con le nuove disposizioni sono state inviate a tutti i dipartimenti di polizia e a tutti gli ospedali ripentedo che la priorità dovrà essere quella di salvare vite umane. "Ciò che è importante è proteggere le persone, curarle, dare a loro tutte le attenzioni di cui hanno bisogno e solo dopo contattare la polizia per dare tutte le informazioni". D'ora in avanti rifiutarsi di curare un paziente o riterdarne il soccorso verrà considerato un crimine, punibile anche con la detenzione in carcere.
lunedì 23 novembre 2009
Voglio tornare a vivere di pace...sento nel cuore la voglia di libertà...
Perchè le televisioni di stato, che ormai fanno sotto il regime di un solo politico italiano, non parlano mai di quante vittime hanno fatto i militari di merda in "missione di pace"?
BASTA VI PREGO POLITICI CARI, PROVATE A CAMBIARLO IL MONDO, NON A CONQUISTARLO...UNITI E SOTTO UN'UNICA BANDIERA, GODIAMOCI QUESTA FANTASTICA VITA...
lunedì 16 novembre 2009
Io non andrò al "No Berlsconi day"
venerdì 6 novembre 2009
E se nel mondo ci fosse bisogno di te?
mercoledì 4 novembre 2009
Tutto tace...e nessuno sa che nel mondo ci sono tante guerre dimenticate
martedì 3 novembre 2009
Libero di poter pensare liberamente
Sono queste le domande che tutti noi ogni giorno ci poniamo ma non sappiamo trovare una risposta. La libertà non è soltanto un diritto stampato sulle Costituzioni di tutto il mondo, o una parola scritta, così per caso sui nostri libri. La libertà è un elemento sul fondare la nostra vita, purchè non leda la dignità dell'altro, discriminando e portando odio. Io devo sentirmi libero, non perchè sento la necessità di criticare l'altro per qualche atto sbagliato che commette, ma la libertà è libertà quando liberamente e senza pregiudizio politico o culturale o religioso, posso dirgli all'altro che sta sbagliando strada o modo di fare e con il dialogo pacifico posso aiutarlo a ritrovare la giusta strada verso la democrazia, verso la sua libertà. La libertà non ha colore politico, la libertà non è deve essere considerato un diritto sul quale si batte solo ed esclusivamente la sinistra o come dicono i pensatori e i fautori della destra, "i comunisti".
No dico no, sei io sono di sinistra o sono di destra non ha importanza, l'unica cosa che conta è la libertà di poter pensare liberamente senza che nessuno possa criticarti. La libertà si fonda sul libero pensiero che si concretizza pacificamente nel mio vivere quotidiano. Credo che tutti noi possiamo essere in grado di sostenere ed affermare e difendere la libertà, ma per renderla viva e concreta dobbiamo costruirla insieme e farla diventare realtà attraverso i gesti pacifici e che trasmettono solo amore. La libertà dovrebbe fondarsi sulla non violenza, non c'è libertà se nel mondo c'è violenza, non c'è logica di violenza che possa portare la libertà.
costruiamo la libertà e potremo tornare a vivere in un mondo con tanta dignità e senza più leggi razziali, discriminazioni e razzismi, senza più violenza, ma solo amore, pace e libertà
mercoledì 7 ottobre 2009
IL LODO ALFANO E' ANTICOSTITUZIONALE...MA IL SILVIO NAZIONALE NON MOLLA E CONTINUA A FARE LE SUE SOLITE FIGURE DI MERDA...
Questo è solo parte dell'intervista sconcertante rilasciata da Berluscoglioni, per evitare di fare troppe polemiche, non crediamo alle nostre orecchie. Stiamom finendo nel baratro e continuando così non ci sarà più ritorno. Dobbiamo fermare qualcosa, non si può andare avanti così. VERGOGNATI SILVIO...E' ORA CHE TI DIMETTI ALLA TUA ETA' DOVRESTI ANDARE IN PENSIONE, CHE HAI PERSO COLPI E NON TI RICORDI PIU' QUELLO CHE FAI. VAI IN PENSIONE CHE STARE A RIPOSO TI FA BENE.
lunedì 5 ottobre 2009
CONTINUARE CON CONVINZIONE
domenica 4 ottobre 2009
VERGOGNA...
VIVA LA LIBERTA' DI STAMPA,
mercoledì 30 settembre 2009
VOGLIA DI LIBERTA', L'ITALIA ORMAI E' SOTTO IL REGIME DI BERLUSCONI, MA STATE ZITTI CHE GLI ITALIANI NON SE NE SONO ANCORA ACCORTI
lunedì 21 settembre 2009
IO SONO LIBERO...SONO UN'UOMO LIBERO...è LA LIBERA E' LA MIA LIBERTA' DI ESPRESSIONE
Insomma la manifestazione del 19 settembre, si farà, con molta probabilità il 3 ottobre, perciò vi invito a scendere tutti in piazza per manifestare a favore delle NOSTRA LIBERTA' DI STAMPA, LIBERTA' DI INFORMAZIONE E LIBERTA' DI ESPRESSIONE, IN QUESTA ITALIA CHE NON CI APPARTIENE, CHE RISULTA OCCUPATA DA POLITICI DI MERDA E CHE NON CI APPARTEMGONO, CHE SANNO MASCHERARE BENE LA NUOVA FORMA DI DITTATURA SILENZIOSA.
L'ITALIA INFATTI E' UNA DITTATURA, MA NOI ANCORA PENSIAMO CHE SIA UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, MA OGGI IN ITALIA LA DEMOCRAZIA E' MORTA, O FORSE IN TUTTI QUESTI ANNI NON E' MAI NATA.
IO SONO UN UOMO LIBERO E CONTINUERO' AD ESSERLO FINCHE' VIVO, PERCHE' NEL MIO PICCOLO, CON IL MIO SEMPLICE LAVORO, LASCIO GESTI D'AMORE, PACE E NON VIOLENZA, UTILI PER COSTRUIRE UN MONDO CON PIU' LIBERTA'.
sabato 12 settembre 2009
LIBERTA' DI STAMPA ( IL 19 SETTEMBRE A ROMA DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA LIBERTA' DI STAMPA)
venerdì 11 settembre 2009
UNO SPIRAGLIO PER IL DARFUR
domenica 6 settembre 2009
UN MILIARDO DI PERSONE MUORE DI FAME E NOI????? RESTIAMO SOLO A GUARDARE...
giovedì 3 settembre 2009
Cos'è questo golpe? Io so
di Pier Paolo Pasolini
Io so.Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile.Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all'editoriale del "Corriere della Sera", del 1° novembre 1974.Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per il modo in cui è fatto - dalla possibilità di avere prove ed indizi.Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. All'intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al "tradimento dei chierici" è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.Ma non esiste solo il potere: esiste anche un'opposizione al potere. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano.È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all'opposizione come è il Partito comunista italiano è la salvezza dell'Italia e delle sue povere istituzioni democratiche.Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in senso autenticamente unitario - in un compatto "insieme" di dirigenti, base e votanti - e il resto dell'Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un "Paese separato", un'isola. Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel "compromesso", realistico, che forse salverebbe l'Italia dal completo sfacelo: "compromesso" che sarebbe però in realtà una "alleanza" tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell'altro.Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l'altro intatto e non compromesso, non può essere una ragione di pace e di costruttività.Inoltre, concepita così come io l'ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l'opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere.Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch'essi come uomini di potere.Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch'essi hanno deferito all'intellettuale un mandato stabilito da loro. E, se l'intellettuale viene meno a questo mandato - puramente morale e ideologico - ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.Ora, perché neanche gli uomini politici dell'opposizione, se hanno - come probabilmente hanno - prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni? È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono - a differenza di quanto farebbe un intellettuale - verità politica da pratica politica. E quindi, naturalmente, neanch'essi mettono al corrente di prove e indizi l'intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com'è del resto normale, data l'oggettiva situazione di fatto.L'intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento.Lo so bene che non è il caso - in questo particolare momento della storia italiana - di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l'intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno. Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che - quando può e come può - l'impotente intellettuale è tenuto a servire.Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l'intera classe politica italiana.E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi "formali" della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento - deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.Probabilmente - se il potere americano lo consentirà - magari decidendo "diplomaticamente" di concedere a un'altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.