Post di Pace...

martedì 13 novembre 2012

Una lettera da Cuba...Yoani Sanchez una blogger senza libertà o quasi...

Molte volte ci siamo chiesti se fa differenza l'esistenza di un governo non democratico con a capo esponenti di destra o di sinistra, e spesso siamo riusciti a darci una sola plausibile risposta, ovvero che qualunque sia l'ideale politico di appartenenza politica, un governo che si professa democratico che non rispetta i diritti umani e libertà fondamentali del suo popolo, non è un governo democratico. E' il caso di Cuba che abbiamo sempre ritenuto un paese libero, un paese democratico che ha ritrovato la libertà con l'ascesa di Ernesto "Che" Guevara e Fidel Castro, ma in questi anni non ci siamo resi conto che Fidel Castro e poi suo fratello per questione eriditaria, sono rimasti a governare Cuba per oltre 50 anni.
Dunque, ecco spiegato che Cuba, non è proprio una democrazia in termini reali e alcune libertà non sono riconosciute, ma con il nuovo che avanza, con la voglia di riscatto che hanno i cubani, con l'esigenza di cambiare e sentirsi uniti verso un nuovo e consapevole processo democratico, ecco che Cuba sta avviando un processo di cambiamento. Infatti nel mese scorso, dopo l'arresto di Yoani Sanchez, blogger dissidente, ma che dissedente non è, il governo ha varato una legge che permette ai cubani di poter espatriare liberamente senza dover trovare strategie per poter viaggiare liberamente.
Per spiegare meglio la questione, affidiamo la missione direttamente a Yoani Sanchez che in lettera pubblicata da "Internazionale" del 19 ottobre 2012, scrive così:
 "Per venti volte in cinque anni mi hanno negato il permesso di viaggiare. Ma avevo imparato a vivere nella mia reclusione insulare. Mi ero consolata dicendomi che, in fin dei conti, la materia prima della mia scrittura si trovava qui, nella realtà dell’isola, e che per me sarebbe stato molto duro separarmi anche solo per qualche settimana dalla mia famiglia. Erano frasi che mi ripetevo perché la frustrazione e l’indignazione per l’impossibilità di viaggiare non mi ferissero troppo.
Questa settimana è stata approvata una nuova legge sulla migrazione che entrerà in vigore il 13 gennaio 2013. A partire da quella data i cubani non avranno più bisogno di un permesso per uscire dal paese e non servirà neanche una lettera d’invito di uno straniero o di un parente emigrato. Una notizia che è stata accolta con gioia da milioni di cubani dentro e fuori dell’isola. Bisogna ancora provare nei fatti i limiti e la portata della nuova disposizione, perché sembra che il governo manterrà un filtro per i professionisti e i critici del sistema.
Nel frattempo sto già preparando la valigia. Mi dico che sarà possibile, che mi lasceranno viaggiare, che a gennaio riuscirò a prendere quell’aereo. Forse è solo un pensiero ottimistico. Tra pochi mesi lo saprò."
Yoani Sanchez  Traduzione di Francesca Rossetti Internazionale, numero 971, 19 ottobre 2012

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